La Rivista del Sindaco


I FABBRICATI DEI COMUNI E LA SPESA PER MANUTENZIONE

La Rivista del Sindaco 22/03/2017 Studi e Ricerche
Nel triennio 2014-2016 i Comuni hanno effettuato pagamenti per circa 4 miliardi di Euro (per la precisione 3.987.356.555) per servizi di manutenzione, così ripartiti:
  • 2,2 miliardi per manutenzione ordinaria e riparazioni di immobili (codice SIOPE 1311)
  • 0,2 miliardi per manutenzione ordinaria e riparazioni di automezzi (codice SIOPE 1312)
  • 1,6 miliardi per altre spese di manutenzione ordinaria e riparazioni (codice SIOPE 1313).
Tali dati, forniti dalla banca dati SIOPE, rivelano inoltre un andamento decrescente almeno per quanto riguarda la spesa per la manutenzione di immobili, come dalle evidenze mostrate nella seguente tabella:
 
                            2014                           2015                           2016
Immobili                751.333.741                715.515.778                712.769.120
Automezzi                 72.875.580                  67.315.363                 67.925.830
Altri beni strumentali                570.434.941                504.898.691                524.287.511

Essendo lo scopo del lavoro presentato quello di analizzare la spesa per la manutenzione dei fabbricati di proprietà dei Comuni, è stato ovvio il ricorso ad una qualche forma di censimento – il più aggiornato possibile - dei valori dei fabbricati di proprietà dei Comuni stessi, al fine di calcolare il rapporto esistente tra valori (complessivi e medi) dei beni e spese di manutenzione effettivamente sostenute.

La fonte utilizzata è il Quadro 8ter del Certificato di Conto Consuntivo 2015. Una fonte autorevole ma che rivela – ad esempio rispetto ai dati del 2012 - una considerevole diminuzione del numero di Comuni fornitori di dati (il fenomeno deve essere imputato, è da supporre, alla migrazione in atto di questo genere di informazioni dal Certificato di Conto Consuntivo al Conto del Patrimonio nella versione prevista dal dlgs 118/2011). L’ultima annualità per la quale si può ritenere che i Comuni nella loro totalità abbiano pubblicato i dati relativi al valore dei loro fabbricati è stata quella del 2012.

Nella tabella seguente si propone un confronto tra la fotografia disponibile nel 2015 e quella disponibile nel 2012: 
 
ANNO N° Comuni Popolazione Valore fabbricati indisponibili Valore fabbricati disponibili Valore totale di tutti i fabbricati
2012 7.632 58.631.402 77.690.315.037 15.285.476.901 92.975.791.938
2015 4.396 41.904.671 47.909.044.760 10.569.774.467 58.478.819.227

Il campione risultante, cioè l’insieme dei Comuni con dati relativi al 2015, risulta comunque di dimensioni adeguate: i Comuni costituenti l’oggetto della presente analisi sono 4.396, per una popolazione complessiva di quasi 42 milioni di abitanti, con una popolazione media per Comune di 9.532 abitanti (la media nazionale degli abitanti riferita a tutti i Comuni esistenti nel 2015 è uguale a 7.589).

Quindi per 4.396 Comuni è stato possibile disporre dei valori attribuiti nel 2015 ai fabbricati indisponibili e disponibili delle Amministrazioni e dei valori accertati dei pagamenti effettuati dagli stessi Comuni nel triennio 2014-2016.

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Una sintesi dei risultati (in generale forniti in termini di valori pro-capite per consentire confronti tra i Comuni e tra medie di Comuni) può essere la seguente:
  • rispetto al 2012, il valore pro-capite dei fabbricati indisponibili (demaniali) risulta nel 2015 ridotto (1.143 Euro del 2015 contro i 1.325 Euro del 2012). La riduzione è minore, fino a scomparire quasi, per quello che riguarda il valore del patrimonio di fabbricati disponibili (252 contro 261);
  • per quanto riguarda l’incidenza percentuale del valore dei beni disponibili rispetto al valore totale dei fabbricati di proprietà comunale, a livello regionale il primato appartiene all’Umbria (36,5%), seguita da Calabria, Basilicata e Lombardia (rispettivamente 26,7%, 24,5% e 23,1%). Misurata per classi demografiche, l’incidenza in oggetto decresce con il crescere delle dimensioni demografiche dei Comuni.
 Per quanto riguarda l’incidenza della spesa per manutenzioni (si tratta, ovviamente, di manutenzione ordinaria, che nel consuntivo dei Comuni viene imputata a spesa corrente), va ricordato che l’impiego di dati contabili legati alla movimentazione di cassa per la valutazione dei fenomeni economici sottostanti, soprattutto nel caso di Enti come i Comuni, pone più di un problema, stante la rilevanza del fenomeno dei residui.

Per questo motivo, al fine di disporre di un valore “economico” della spesa annua attendibile, abbiamo deciso di fare la media dei pagamenti del triennio 2014-2016, dopo aver escluso i Comuni che non avessero avuto dati di spesa in tutti e tre gli anni.

Il valore medio della spesa è stato ottenuto estraendo per ogni Comune e per ciascuno degli anni considerati il valore del codice SIOPE 1311 (Manutenzione ordinaria e riparazione di immobili), rapportato successivamente al valore cumulato dei fabbricati e, quindi, alla popolazione, per ottenere il valore pro-capite (riferimento alla popolazione 2015).

I risultati ottenuti evidenziano che la spesa più elevata (2%), di diverse lunghezze maggiore delle altre, è quella relativa ai Comuni del Lazio (impossibile non pensare all’”effetto Roma” e all’immenso patrimonio di fabbricati “indisponibili” della capitale del Paese). Seguono Lombardia (1,4%) e Veneto (1,2%).

L’andamento per classi demografiche mostra un comportamento della spesa moderatamente crescente dai Comuni con popolazione inferiore a 2.000 abitanti (0,7%) fino ai Comuni con popolazione inferiore a 60.000 abitanti (1%); con una piccola decrescita nella classe 60.000-250.000 (0,9%) per poi risalire decisamente (1,2%) nell’ultima classe (> 250.000 abitanti).
 
Nicola Melideo 22 marzo 2017
 
 

Articolo di La Posta del Sindaco

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