La Rivista del Sindaco


NOVITÀ IN ARRIVO PER AGGREGAZIONI E FUSIONI DI COMUNI

La Rivista del Sindaco 01/06/2017 Fusioni e Gestioni associate

Contenute negli emendamenti alla manovra correttiva. Nuovi incentivi ma niente riordino della disciplina

Fusione Comuni, nuovi incentivi ma no riordino (di Matteo Barbero su “Italia Oggi” dell’1 giugno 2017) 
Tra gli emendamenti alla manovra correttiva (Dl 50/2017) approvati alla Camera, sono contenute anche alcune novità che riguardano i processi di aggregazione dei Comuni - le Unioni - nonché le fusioni. Si tratta per lo più di incentivi, sicuramente utili, ma che probabilmente non basteranno a soddisfare chi, tra i sindaci, si aspettava una riforma organica della materia in grado di dare punti di riferimento certi in materia di obblighi, tempi e maggiore credibilità dei meccanismi incentivanti e sanzionatori. Le misure più interessanti riguardano le accresciute possibilità di trasferimento del personale tra Comuni e Unione, un incentivo sicuramente apprezzato visto che proprio la ricollocazione delle risorse umane rappresenta uno degli ostacoli più grandi sulla strada degli accorpamenti. D’ora in avanti i Comuni potranno cedere, anche parzialmente, la loro possibilità di assumere personale all’Unione di appartenenza. Si tratta di una regola già in parte prevista, ma che ora viene meglio esplicitata consentendo, tramite la cumulazione delle risorse complessivamente disponibili, l’assunzione di nuovo personale all’Unione. Punta invece a consentire una migliore redistribuzione degli organici già in servizio la norma che cancella l’obbligo di pubblicare il bando di mobilità per disporre il passaggio di personale tra l’Unione e i Comuni, nonché tra i Comuni medesimi, anche quando il passaggio avviene in assenza di contestuale trasferimento di funzioni o servizi.  Per quanto riguarda le fusioni, invece, oltre all’aumento del fondo destinato a incentivarle (che era già previsto nella prima versione del provvedimento), gli emendamenti aggiungono alcune agevolazioni, come quella che consente al nuovo Comune di mantenere tributi e tariffe differenziate per ciascuno dei territori degli Enti pre-esistenti per un massimo di cinque esercizi finanziari (al netto di quelli in cui l’efficacia degli aumenti dei tributi o delle addizionali è sospesa in virtù di previsione legislativa). Inoltre le maggiori capacità di assunzione spettanti ai Comuni fusi potranno anche portare la spesa per il personale oltre il livello dell’anno precedente, purché non venga però superata la media dell’ultimo triennio.
 

 


Articolo di La Posta del Sindaco


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