La Rivista del Sindaco


PROVINCE, TUTTO IL PERSONALE IN ESUBERO RICOLLOCATO

La Rivista del Sindaco 31/12/2016 Le Nuove Province

Conclusasi in maniera indolore - almeno dal punto di vista retributivo - la maxi-mobilità innescata dalla riforma Delrio

Province, mobilità chiusa senza tagli (di Gianni Trovati da Il Sole 24 Ore del 31 dicembre 2016) 
Grazie alle ultime assegnazioni - poco meno di 300 dipendenti interessati dalla graduatoria di fine anno con entrata in servizio nelle nuove collocazioni prevista per il 1° febbraio - il Dipartimento della Funzione Pubblica ha potuto dichiarare concluso il procedimento di mobilità che ha interessato il personale in esubero delle Province ricadenti nei territori a statuto ordinario. Per fortuna non si sono verificati i temuti episodi di mobilità obbligatoria con i relativi tagli in busta paga: un risultato ritenuto in origine tutt’altro che scontato. Stando a quanto dichiarato dalla Funzione pubblica, le varie strade per la ricollocazione del personale in esubero di Province e Città metropolitane hanno quindi funzionato in maniera indolore per le retribuzioni.  Si chiude così il cantiere definito dalla Madia, ministro per la Pa e l’Innovazione, come “la più grande operazione di mobilità della storia del pubblico impiego”. In effetti si è trattato di numeri importanti: oltre 15 mila dipendenti (sempre considerando il solo personale degli Enti ricadenti in Regioni a statuto ordinario) che sono stati ricollocati direttamente nelle Regioni (oltre 6.600), sono rimasti nei centri per l’impiego (poco più di 5.000) oppure hanno sfruttato il treno dei pensionamenti con i requisiti pre-Fornero (circa 2.300) o sono andati a riposo con i termini ordinari (circa 400). La restante parte è stata invece coinvolta nelle procedure di mobilità regolate dal decreto del settembre 2015. Per nessuno però sarebbe scattata la tagliola dei tagli in busta paga, neanche per quella piccola “coda” residua di circa 60 dipendenti che non hanno finora risposto a nessuna delle chiamate della Funzione pubblica (e che hanno ancora circa un mese di tempo per rimediare).  

Ma il Dipartimento è stato impegnato anche su un altro fronte di ridefinizione degli organici pubblici e, sempre il 30 dicembre, ha pubblicato sul portale della mobilità i dati riguardanti il personale dell’ex Corpo Forestale dello Stato. I circa 7.000 appartenenti al corpo si sono trovati davanti a due possibilità: l’ingresso nell’arma dei Carabinieri o l’adesione ad altre forme di mobilità all’interno della Pa per evitare la “militarizzazione”. In sostanza, però, tutti gli interessati avrebbero scelto di entrare nell’Arma.

Articolo di La Posta del Sindaco


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