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Revisori locali: regole incerte e compensi bloccati ne decretano il calo

La Rivista del Sindaco 06/07/2018 Revisione della Spesa (Spending Review)

Dal 10 dicembre 2012, chi è intenzionato a svolgere l'incarico di revisore locale è obbligato a iscriversi all'elenco, come legiferato dal Ministero dell'Interno con il decreto 23/2012. Nel corso degli ultimi anni, sempre meno persone sono state interessate a rivestire questo ruolo: la figura del revisore dei conti per gli enti locali contava più di 17mila iscritti all'elenco nel 2016, ad oggi calata fino al numero di 15.919 iscritti (un calo di oltre il 6%). Questo è quanto riportato dal Ministero dell'Interno in seguito all'aggiornamento dei dati di sintesi del 2018.

Articolato in sezioni regionali, l'elenco è distinto in tre fasce, basate su tipologia e dimensione demografica degli enti locali: Comuni fino a 4.999 abitanti nella prima fascia; tra 5.000 e 14.999, le unioni di Comuni e comunità montane nella seconda fascia; Comuni più grandi, Province e città metropolitane nella terza fascia. Per essere inseriti la prima volta i revisori devono dichiarare i requisiti di idoneità alla carica e ripetere l'operazione annualmente per continuare ad essere iscritti. L'iscrizione è obbligatoria se si vuole partecipare ai futuri sorteggi, mentre non lo è per le cariche in atto. Nell'elenco figurano principalmente dottori commercialisti ed esperti contabili, che una volta sorteggiati ricopriranno l'incarico per un intero triennio. L'ente si occupa di informare i soggetti interessati della loro estrazione, poi deve rendere noto anche il compenso e il calcolo dell'eventuale rimborso spese. E qui inizia il problema.

Uno dei motivi per spiegare il calo di iscrizioni all'elenco (basta pensare che in Piemonte, quest'anno, a fronte di 1.339 posti concorrono 941) è da ricercarsi soprattutto nella mancanza di una concreta formalizzazione delle modifiche promesse con l'atto di indirizzo approvato dall'Osservatorio sulla finanza e contabilità degli enti locali, senza le quali si è verificato un congelamento dei compensi per queste figure. La fumosità di queste regole, rende incerto per un soggetto interessato la certezza del futuro compenso, cosa che ovviamente non può essere gradita a un qualsiasi professionista che si proponga per un ruolo e un lavoro di responsabilità.


Articolo di Massimo Chiappa
Laureato, giornalista pubblicista da oltre 20 anni. Segretario comunale in pensione. Ha svolto l'attività di consulente nel campo degli enti locali, creando e curando prodotti editoriali per la pubblica amministrazione.


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