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Toponomastica e numerazione civica: pietra angolare per una reale gestione del territorio

La Rivista del Sindaco 09/09/2021 Approfondimenti

Le opportunità offerte dall’aggiornamento dello stradario e dei numeri civici



Il punto di partenza per una gestione efficiente ed efficace dei flussi informativi comunali mediante il massimo sfruttamento di tutte le nuove opportunità della transizione digitale passa per una corretta e costante tenuta dell’archivio comunale delle strade e dei numeri civici.

Cosa? - La cronica difficoltà nella manutenzione degli stradari e indirizzari

La numerazione civica è antica quasi come i Comuni stessi e risponde alla necessità di poter avere contezza delle unità immobiliari presenti in un determinato territorio per una serie di motivi: sicurezza, controllo, tassazione, programmazione, …

Purtroppo, moltissime Amministrazioni, specie di piccole e medie dimensioni, oberate da troppi compiti e funzioni, non dedicano sufficienti risorse alla cura del proprio stradario e della numerazione civica, relegandola nella migliore delle ipotesi, tra le competenze dell’Ufficio Anagrafe, se non addirittura considerandola quasi esclusivamente “una questione di interesse specifico per gli addetti alla consegna della corrispondenza e i corrieri”.

Di conseguenza, mentre molti stradari giacciono ancora in qualche faldone impolverato, la digitalizzazione dei civici e degli interni rimane una prerogativa di pochi impavidi Enti che, investendo risorse economiche, energie e tempo, trasformano pagine ingiallite e schizzi improvvisati in civici georeferenziati e perfettamente inseriti in mappe virtuali.

Il motivo di questo basso interesse nasce da un costante conflitto di competenze tra chi deve gestire i civici e chi li deve manutenere.

Nella stragrande maggioranza dei casi, sono gli uffici anagrafici a sobbarcarsi l’onere della gestione degli stradari con il risultato che la loro attenzione si focalizza quasi esclusivamente sulle abitazioni, tralasciando tutto il resto (attività economiche in primis).

Cercare una sinergia positiva tra Ufficio Tecnico, Ufficio Anagrafe e Sportello Unico delle Attività Produttive dovrebbe, invece, essere la priorità di ogni amministrazione. Il primo è il vero depositario degli strumenti urbanistici che stanno alla base dell’assegnazione dei civici mentre i secondi sono gli utilizzatori finali e gestori degli indirizzi.

Trascurare un costante aggiornamento dello stradario comunale e della numerazione civica rappresenta, quindi, una perdita di competitività dell’Ente locale nel tradursi in azioni di reale gestione territoriale.

Per non parlare delle responsabilità cui sono soggetti, spesso a loro insaputa, gli amministratori locali: una corretta numerazione civica che garantisca l’individuazione dell’indirizzo esatto consente, per esempio, il puntuale e tempestivo arrivo di mezzi di soccorso, in situazioni dove anche pochi minuti di ritardo possono fare la differenza.

Come? - La necessità dell’integrazione dei dati

Con l’avvento della fusione tra l’Agenzia del Territorio (Catasto) e l’Agenzia delle Entrate vi è stata una spinta significativa alla modernizzazione e alla standardizzazione degli indirizzi per una necessità fondamentale di quest’ultima: superare le difficoltà di colloquio tra banche dati ed eliminare ridondanze.

Sino a pochi anni fa solo un numero molto limitato di Enti locali rendeva disponibile il proprio stradario sul sito istituzionale e ne assicurava il periodico aggiornamento con il risultato che le pubbliche amministrazioni e le imprese nell’attribuire o certificare indirizzi utilizzavano generalmente uno o più archivi interni, spesso non coerenti tra loro.

Anche gli stessi Comuni, nonostante siano gli enti preposti alla tenuta degli stradari, concorrono alla creazione di ridondanze e confusione, avendo in taluni casi anche più stradari gestiti in modo autonomo dai singoli uffici (Anagrafe, Ufficio tributi, Ufficio tecnico, SUAP…).

A dimostrazione di tutto ciò non è infrequente che un immobile o una ditta possano avere indirizzi diversi a seconda dell’Ente che gestisce un determinato archivio (camere di commercio, catasto, società di servizi pubblici, …).

La crescente digitalizzazione degli archivi e la conseguente necessità di integrazione tra gli stessi ha reso più stringente la necessità di poter disporre di dati toponomastici certificati e codificati.

In questa logica va letta l’istituzione dell’Archivio Nazionale dei Numeri civici e delle Strade Urbane (ANNCSU, istituito dall’ art. 3, comma 1 del D.L. n. 179/2012) dove i Comuni sono chiamati ad aggiornare denominazioni di vie, piazze e numeri civici sulla base delle disposizioni dell’ISTAT e dell’Agenzia delle Entrate.

ANNCSU rappresenta un’occasione per le amministrazioni che vogliono avere maggiore consapevolezza del proprio territorio comunale, riordinando quartieri e località che lo sviluppo urbano spesso incontrollato degli ultimi decenni ha reso un reticolo disordinato e caotico.

L’individuazione corretta e capillare dei civici consente un’immediata identificazione della destinazione delle aree comunali, anche le più periferiche e facilita le scelte di programmazione.

Per una efficace azione di revisione dei dati tendente quindi a riconsiderare profondamente e in modo organico la toponomastica il Comune può affidarsi a operatori specializzati o scegliere una soluzione interna. In quest’ultimo caso, sempre che lo stradario goda di un almeno sufficiente grado di affidabilità, l’Ente deve impegnarsi soprattutto nell’investire tempo prezioso nel:

-   rilevare la reale situazione degli accessi e delle strade esistenti sul territorio comunale,

-   inserire i dati rilevati popolando poi le maschere dati proposte dagli applicativi software in uso,

-   correggere le incongruenze tra dati rilevati e storici effettuando bonifiche guidate con gli strumenti messi a disposizione dal “Portale per i Comuni” creato dall’Agenzia delle Entrate.

Perché? - Le opportunità offerte dalla completa mappatura dei dati

Alcune forzature normative introdotte dall’ISTAT, a cominciare dall’obbligo di standardizzazione dei toponimi stradali da parte delle Amministrazioni fino all’inserimento dei civici nel portale unico della toponomastica istituito dall’Agenzia delle Entrate, stanno sortendo qualche positivo effetto anche se la strada è ancora lunga.

L’indirizzo da solo non è più sufficiente a identificare gli immobili oggetto del controllo comunale, così come gli estremi catastali nulla ci dicono sulla localizzazione di un determinato manufatto sul territorio.

Se sulla attendibilità degli estremi catastali possiamo contare su servizi sempre più efficaci da parte dell’Agenzia dell’Entrate, sul fronte degli stradari il compito del loro aggiornamento rimane ancora strettamente una competenza riservata agli Enti locali

Solo attraverso la correlazione tra mappatura delle strade e una reale rilevazione della numerazione civica risulta possibile gettare solide fondamenta per un efficiente cruscotto di gestione del territorio comunale che sia attendibile e performante, in grado quindi di offrire agli Amministratori reali punti di riferimento per la corretta gestione del proprio territorio comunale.

Articolo di Paolo Dolci

Sullo stesso tema vedi anche l'approfondimento: Conoscere il territorio - Governare l’ente locale con le leve strategiche della transizione digitale


Articolo di Dolci Paolo


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