Marca da bollo sui certificati anagrafici online?

La Rivista del Sindaco 16/07/2021 Approfondimenti

Un’esenzione per ora solo annunciata



L’esperienza del lockdown, che nell’ultimo anno e mezzo ha significativamente caratterizzato le nostre vite, ha avuto sostanziali ripercussioni anche nelle relazioni tra Pubbliche Amministrazioni e cittadini che, per far fronte alla chiusura degli sportelli, hanno fatto ricorso a modalità innovative e telematiche per mettersi in contatto con i funzionari comunali.

 

Tra i tanti uffici che hanno dovuto ripensare alla modalità di accesso e richiesta dei servizi, ci sono stati sicuramente l’anagrafe e lo stato civile, coinvolti principalmente per il rilascio di certificati.

 

Mentre per lo stato civile non si è posto il problema dei pagamenti conseguenti al rilascio di certificati ed estratti, in quanto per legge esenti da qualsiasi imposta di bollo e diritto di segreteria, per l’anagrafe si è presentata una criticità che ha accomunato i vari sistemi attivati da tutti i Comuni.

 

Sia gli enti più strutturati (che già erogano servizi alla cittadinanza online), sia quelli più “tradizionali”, “basic” che hanno utilizzato semplicemente e-mail o pec per l’invio dei certificati, hanno riscontrato la difficoltà di riscuotere diritti e imposte legate all’attività certificativa.

 

I Comuni, da subito hanno compreso che il beneficio ottenuto dalla digitalizzazione era di gran lunga superiore al valore dei diritti riscossi, per cui hanno prontamente e facilmente rinunciato agli importi dei diritti di segreteria, abolendoli in tutti i casi in cui la richiesta e la trasmissione avvenivano con modalità telematica.

Cosa detta la norma nello specifico?

Il problema si mantiene però per i certificati anagrafici (come i più noti e richiesti “residenza” e “stato di famiglia”) che - ad esclusione dei casi di esenzione previsti espressamente dalla legge, ad esempio per i certificati utilizzati per le pratiche di separazione e divorzio, iscrizione alle società sportive, richiesta di borse di studio, … -  devono comunque essere rilasciati con marca da bollo in quanto si tratta di un'imposta di competenza dello Stato, che il Comune è chiamato semplicemente ma obbligatoriamente a riscuotere.

 

La soluzione è stata approvata con il “decreto semplificazioni” (D.L. 31 maggio 2021, n. 77) che ha previsto l’esenzione dall’imposta di bollo per il rilascio dei certificati con modalità telematica.

Le eccezioni

La norma contiene però due restrizioni.

La prima è di carattere temporale: l’esenzione, infatti, è prevista solamente per i certificati rilasciati con modalità telematica nell’anno 2021 (sembra, quindi, al momento una modifica temporanea, con carattere di aiuto emergenziale e non una scelta strutturale come ci si auspica che possa avvenire anche per il futuro).

 

La seconda è di carattere più propriamente operativo: infatti, non tutti i certificati emessi in modalità telematica possono beneficiare dell’esenzione ma solo quelli rilasciati direttamente dal sistema ANPR “mediante l'emissione di documenti digitali muniti di sigillo elettronico qualificato”, ossia di una speciale tipologia di segnatura elettronica che (diversamente da quanto avviene per le firme digitali che abitualmente utilizziamo, e che sono legate a persone fisiche) ci consentirà di risalire con certezza alla persona giuridica che ha rilasciato l’atto. 

 

Sono quindi esclusi tutti i sistemi locali attivati e gestiti dai singoli Comuni attraverso propri servizi online o anche attraverso app.

I certificati rilasciati dal sistema ANPR: l’attesa continua

Come affermato sopra solo i certificati rilasciati direttamente dal sistema ANPR “mediante l'emissione di documenti digitali muniti di sigillo elettronico qualificato” possono beneficiare dell’esenzione e questo è un limite, aggravato dal fatto che l’emissione dei certificati attraverso il circuito ANPR non è ancora al momento disponibile, per cui l’esenzione risulta di fatto inapplicabile e non potrà essere goduta dai cittadini.

 

La norma però - seppur con le sue limitazioni - fa ben sperare che il servizio di rilascio di certificati digitali direttamente da ANPR sia prossimo all’attivazione e alla partenza, altrimenti non avrebbe significato l’esenzione prevista (in considerazione del fatto anche che l’anno 2021 è già trascorso per più della metà dei suoi mesi).

 

Solo così si apporterà un vero e significativo beneficio al processo di digitalizzazione che abbiamo, nell’ultimo anno e mezzo, imparato a utilizzare e ad apprezzare, facilitando e migliorando il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione, che sempre è lastricato da difficoltà burocratiche difficilmente comprese ma se si vuole facilmente superabili, come in questo caso.

Cosa fare?

I Comuni e i cittadini, al momento, non devono far nulla: o, meglio, devono semplicemente attendere la piena operatività del sistema ANPR (https://www.anpr.interno.it/servizi-al-cittadino/) e, nell’attesa, proseguire nella riscossione del bollo secondo le modalità sopra riepilogate.

 


Articolo di Fontanella Luca

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