Richiesta trascrizione sentenza adozione e atto di nascita di due minori adottati da due cittadine unite civilmenteCittadine unite civilmenteAdozione

Risposta della Dott.ssa Liliana Palmieri

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Il Consolato Generale d'Italia in New York ha chiesto a questo ente la trascrizione della Sentenza di adozione e dell'atto di nascita di due minori, adottati da una cittadina italiana, iscritta AIRE nel Comune, e da una cittadina statunitense, unite tra loro civilmente. Si chiede se sia possibile procedere alla trascrizione alla luce di quanto disposto dalla Legge Cirinnà e se il decreto di adozione debba essere riconosciuto efficace in Italia.

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Risposta

Il comma 20 dell’art. 1 della legge 20 maggio 2016 n. 76 recante “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” dispone che “Al solo fine di  assicurare  l'effettività  della  tutela  dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi  derivanti  dall'unione civile tra  persone  dello  stesso  sesso,  le  disposizioni  che  si riferiscono al matrimonio e  le  disposizioni  contenenti  le  parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque  ricorrono  nelle leggi, negli atti aventi forza  di  legge,  nei  regolamenti  nonché negli atti amministrativi e nei contratti  collettivi,  si  applicano anche ad ognuna delle parti  dell'unione  civile  tra  persone  dello stesso sesso. La disposizione di cui al periodo precedente non  si applica alle norme del codice  civile  non  richiamate  espressamente nella presente legge, nonché alle disposizioni di cui alla  legge  4 maggio 1983, n. 184. Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti”.

La volontà del legislatore è, dunque, quella di equiparare l’unione civile al matrimonio quanto ai rapporti fra le parti, escludendo dalla equiparazione ciò che concerne i rapporti di filiazione.

Più recentemente, tuttavia, anche in esito a rilevanti pronunce giurisprudenziali, si è fatto avanti un orientamento che apre la porta all’istituto delle adozioni da parte di genitori dello stesso sesso.

In particolare, con l’ordinanza n. 22179/2022, la Corte di Cassazione ha sottolineato che nella memoria difensiva presentata dalle due donne ricorrenti veniva evidenziato che il riconoscimento della filiazione in capo ad  entrambe avrebbe rappresentato l’unica possibilità di assicurare al minore la massima tutela possibile, rilevando, sempre nella citata memoria difensiva, che il richiamo all’adozione di minori in casi particolari, ai sensi dell’art. 44 della legge 184/1983, non avrebbe garantito gli stessi effetti della filiazione biologica: con riferimento a quanto indicato dalle ricorrenti nella citata memoria difensiva, la Cassazione richiama proprio l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 79/2022, che ha totalmente ridisegnato gli effetti dell’adozione in casi particolari. In particolare, la Cassazione sottolinea che “La Corte Costituzionale ha affermato che la tutela dell’interesse del minore impone di garantire a tutti i bambini adottati il riconoscimento dei rapporti di parentela che nascono dall’adozione. Pertanto, il minore adottato nelle ipotesi di “adozione in casi particolari” ha lo status di figlio e non può essere privato dei legami parentali, che il legislatore della riforma della filiazione “ha voluto garantire a tutti i figli a parità di condizioni, perché tutti i minori possano crescere in un ambiente solido e protetto da vincoli familiari, a partire da quelli più vicini, con i fratelli e con i nonni”.

In sostanza, la Corte di Cassazione ha confermato che nel nostro ordinamento non è consentita la filiazione

da genitori dello stesso sesso: tuttavia, il genitore d’intenzione può ottenere l’adozione in casi particolari, ai sensi dell’art. 44 legge 184/1983, i cui effetti, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 79/2022 sono

quelli di instaurare lo status di figlio. In questo modo, viene a realizzarsi la piena tutela del minore e la coppia raggiungerebbe il risultato desiderato, cioè la sussistenza del rapporto di filiazione in capo ad entrambi i genitori adottivi.

In conclusione, alla luce delle motivazioni sopraesposte, si può procedere al riconoscimento degli effetti e alla successiva trascrizione della sentenza di adozione emessa all’estero e degli atti di nascita dei minori, a condizione che, tuttavia, dalla sentenza o dagli atti di nascita non emerga la circostanza che si sia trattato di maternità surrogata.

2 Febbraio 2023           Liliana Palmieri

 

Per i clienti Halley: ricorrente QD n. 2485, sintomo n. 2514


Scritto il 06/02/2023 , da Palmieri Liliana

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