Imposta di bollo su certificato anagrafico richiesto dal curatore di una eredità giacente

Risposta del Dott. Roberto Gimigliano

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Si chiede se un certificato anagrafico - nel caso specifico uno storico di famiglia - richiesto dal curatore di un eredità giacente con nomina del Tribunale sia esente dall'imposta di bollo come avviene per un curatore fallimentare. 

Risposta

L’Amministrazione finanziaria si è più volte pronunciata, affermando sempre l’assoggettabilità fin dall’origine all’imposta di bollo delle certificazioni anagrafiche. (cfr. risoluzioni: 9/12/1983 prot. 300612, ris. 21/11/1986 prot. 301694, ris. 19/10/1987 prot. 352014, ris. 9/12/1987 prot. 352119, ris. 22/4/1994 prot. 811, ris. 22/4/1994 prot. 851, ris. 17/12/1994 prot. 27, ris. 5/6/1995 prot. 135, ris 15/7/1995 prot. 208).

La natura del curatore dell’eredità giacente è stata oggetto di discussione. L’orientamento prevalente lo qualifica come un ausiliario del giudice «dovendosi intendere per tale il privato esperto in una determinata arte o professione, ed in generale, idoneo al compimento di atti che il giudice non può compiere da solo, temporaneamente incaricato di una pubblica funzione» (Cass. S.U. 11619/1997; Cass. Pen. 34335/2010).

Altra tesi lo considera un ufficio di diritto privato, ossia titolare di un potere conferitogli dalla legge per la tutela di un interesse altrui (C. M. BIANCA, cit., 580); in ultimo, si segnala anche l’orientamento minoritario che lo ritiene un ufficio di diritto pubblico.

Il curatore dovrà effettuare il pagamento dell’imposta di registro sui verbali d’inventario, in misura fissa, attualmente pari a 200,00 euro, oltre 16,00 euro di imposta di bollo.

Poichè però la denuncia di successione è un adempimento di natura fiscale adottato per dichiarare che il patrimonio di un soggetto defunto viene trasferito ad altri soggetti, siano essi eredi o legatari ai fini dell’applicazione dell’imposta sulle successioni e considerato che, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lett f), del DPR 28 dicembre 2000, n. 445 si intende per “CERTIFICATO il documento rilasciato da una amministrazione pubblica avente funzione di ricognizione, riproduzione e partecipazione a terzi di stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche”, si ritiene che i certificati rilasciati ai fini dell’allegazione alla dichiarazione di successioni siano esenti dall’imposta di bollo in quanto ricompresi nella fattispecie di documenti richiamati all’articolo 5 della tabella annessa al DPR n. 642 del 1972.

E’, tuttavia, il caso precisare che sui documenti rilasciati in esenzione dal pagamento del tributo di bollo è necessario indicare l’uso al quale gli stessi sono destinati (cfr. risoluzione 23 novembre 1987, n. prot.280908).

Dettaglio molto importante è l’obbligo di applicazione della legge 120/2020 (Decreto Semplificazioni) il quale obbliga tutte le P.A. ed i privati ad accettare le dichiarazioni da parte dei cittadini.

3 novembre 2022          Roberto Gimigliano

 

Per i clienti Halley: ricorrente QD n. 2334, sintomo n. 2361


Scritto il 10/11/2022 , da Gimigliano Roberto

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