Rifacimento ponte, illegittimo ricorso alla somma urgenza. Non c’è pericolo: quindi serve una gara

Anac - 8 agosto 2022

Servizi Comunali Anticorruzione Opere pubbliche

Gravi irregolarità e mancato rispetto della concorrenza

Non c’è pericolo di crollo del ponte sul fiume Vomano a Crognaleto, provincia di Teramo. Pertanto, non è giustificata la procedura di somma urgenza invocata dal Comune per evitare la gara aperta e regolare. E’ quanto ha accertato l’Autorità Anticorruzione al termine di un’approfondita istruttoria partita da un esposto anonimo, stabilendo che i lavori decisi con affidamento diretto invocando l’emergenza non sono tali da rientrare nei termini di legge “non rilevandosi i caratteri dell’imminente pregiudizio e pericolo per la pubblica incolumità”. Con delibera n. 368, approvata dal Consiglio il 27 luglio 2022, Anac ha constatato gravi irregolarità e “il mancato rispetto dei principi di libera concorrenza, rotazione e imparzialità dell’azione amministrativa” da parte del Comune di Crognaleto.

I fatti

La vicenda parte dall’assegnazione di fondi per un importo di 800.000 euro al Comune per la messa in sicurezza idraulica e delle sponde del fiume Vomano, rilevando rischi idraulici per l’abitato. Facendo leva sulla somma urgenza, l’amministrazione comunale procedeva all’assegnazione ad una ditta dell’esecuzione delle opere ritenute necessarie per rimuovere il pericolo, rafforzando il ponte interessato al passaggio delle betoniere. Successivamente, però, sempre invocando la somma urgenza, il Comune aveva ritenuto “indifferibile e urgente procedere alla demolizione del ponte di accesso all’abitato, non appena ultimati i lavori stessi”. Invece di bandire una gara per l’assegnazione dei nuovi lavori di abbattimento del ponte, il Comune ha affidato in via diretta alla stessa ditta già prescelta in precedenza l’intervento di demolizione del ponte esistente, da effettuare a lavori ultimati, e la realizzazione di un nuovo attraversamento viabile a campata unica.

I rilievi dell'Anac

Dall’esame degli atti, l’Autorità ha rilevato vari profili di criticità nell’operato del Comune. Innanzitutto, come evidenziato, l’illegittimità del ricorso alla somma urgenza. Anac fa presente che soltanto se le situazioni pericolose si presentano in maniera imprevedibile si può parlare di somma urgenza. Si tratta, quindi, di una procedura eccezionale, da utilizzare con molta attenzione e rigore per evitarne un uso distorto e illegittimo.

L’Autorità più volte è intervenuta mettendo in guardia “da tale uso in maniera artificiosa al fine di eludere lo svolgimento delle ordinarie procedure ad evidenza pubblica”. Nel caso specifico, poi, il ponte era già stato messo in sicurezza per consentirne l’utilizzo all’impresa. Inoltre, nelle vicinanze era in realizzazione un nuovo ponte. Scrive Anac: “Non emergono motivazioni legittime per il ricorso all’affidamento in somma urgenza. Non sussistono situazioni di imminente pericolo. Il ponte da demolire risulta regolarmente in esercizio e il nuovo ponte è in costruzione poco distante”.

L’Autorità, infine, fa presente che la situazione statica del ponte era ben nota, conseguenza di mancata ordinaria manutenzione del ponte stesso. Pertanto, solo la messa in sicurezza temporanea del ponte poteva essere effettuata in somma urgenza. Non altro.

Le conclusioni

Conclude Anac: così si è limitato artificiosamente la concorrenza, violando il divieto di favorire o sfavorire indebitamente taluni operatori economici. “La scelta illegittima di procedere in tale maniera ha favorito l’operatore economico già presente sul posto con il cantiere per l’intervento di difesa spondale affidato in precedenza già tramite somma urgenza, esponendo la Pubblica Amministrazione a dubbi sulla propria imparzialità”.
 

Il documento

Delibera n. 368 del 27 luglio 2022.pdf


Scritto il 09/08/2022

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