Stipula contratti di locazione con enti del terzo settore

Risposta del Dott. Eugenio De Carlo

Quesiti

Posto che la nuova normativa in materia di ETS, stabilisce che un Ente pubblico può concedere in comodato beni mobili/immobili di loro proprietà a ETS, si chiede: è possibile stipulare con la suddetta categoria (ETS) contratti di locazione?

Risposta

L’art. 70 del D. Lgs. 117/2017 «Strutture ed autorizzazioni temporanee per manifestazioni pubbliche» dispone che lo Stato, le Regioni … e gli Enti locali possono prevedere forme e modi per l’utilizzazione non onerosa di beni mobili e immobili per manifestazioni e iniziative temporanee degli enti del Terzo settore, nel rispetto dei princìpi di trasparenza, pluralismo e uguaglianza.

Inoltre, l’Art. 71 del D. Lgs. 117/2017 «Locali utilizzati» dispone che  lo Stato, le Regioni … e gli Enti locali possono concedere in comodato beni mobili ed immobili di loro proprietà, non utilizzati per fini istituzionali, agli enti del Terzo settore, ad eccezione delle imprese sociali, per lo svolgimento delle loro attività istituzionali.

Come si vede, dal tenore letterale delle disposizioni, si tratta di facoltà e non di obblighi, per cui ogni ente può motivatamente scegliere la soluzione contrattuale più rispondente al pubblico interesse, non dimenticando che il principio di normale redditività dei pubblici beni può essere in tutto o in parte derogato a fronte di vantaggi tangibili per la collettività.

Inoltre, qualora una P.A. intenda assegnare un bene – in locazione o concessione – deve procedere all’individuazione del soggetto attraverso una procedura comparativa delle istanze, peraltro senza poter riconoscere alcuna prelazione in favore di un eventuale precedente assegnatario e inserendo tale modalità eventualmente nei benefici economici (per la concessione di beni a titolo gratuito, ossia comodato).

I beni pubblici, specie se demaniali e in quantità limitata, vanno concessi attraverso una procedura aperta, comparativa, trasparente mediante un interpello del mercato (c.d. call pubblica), trattandosi sempre di una risorsa che appartiene alla Comunità e che la Pubblica Amministrazione è chiamata, appunto, ad amministrare nell’interesse pubblico, di tutti.

La violazione delle regole procedimentali, l’assenza di pubblicità, il difetto di previa attività istruttoria di verifica della legittimazione del singolo richiedente, comporta inoltre una responsabilità patrimoniale in conseguenza di un affidamento di immobile comunale (già oggetto di locazione) in comodato, senza la previa individuazione e pubblicazione dei criteri di individuazione del beneficiario e la rinuncia alla sua remunerazione.

La sez. giurisdizionale Molise, con la sentenza n. 53 del 16 dicembre 2019, ad es., ha condannato gli amministratori di un Comune a risarcire il danno del mancato introito dei canoni mensili per l’uso di un immobile a titolo gratuito, senza l’espletamento di una procedura concorsuale.

28 gennaio 2022           Eugenio De Carlo

 

Per i clienti Halley: ricorrente QS n. 2131, sintomo n. 2206


Scritto il 03/02/2022 , da De Carlo Eugenio

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