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Dal calcolo Isee sono fuori dal patrimonio le indennità ai disabili

La Rivista del Sindaco 01/07/2020 Qualità della vita

Grazie ad un nuovo emendamento al disegno di legge di conversione del decreto legge Rilancio, si prevede l’esclusione dal patrimonio mobiliare dell’Isee delle indennità di cui hanno goduto le persone disabili, comprese quelle emesse a favore dei caregiver familiari (Dl 34/2020). Già escluse dalla voce di reddito ai fini Isee, saranno in particolare le indennità di pensioni, accompagnamento e altre prestazioni a non rientrare da ora nemmeno nel comparto della giacenza media dei conti correnti postali e bancari.

La novità si colloca nel compito di attuamento della sentenza del consiglio di stato che si è occupata di annullare parte del regolamento Isee, concentrandosi sulla disciplina delle famiglie con disabili a carico, come approvato dal Dpcm 159/2013. Già da alcuni anni, grazie a tale sentenza, le prestazioni percepite in ragione di una condizione di disabilità sono escluse dal reddito. Tra queste troviamo i trattamenti previdenziali, assistenziali e di indennizzo (come carte di debito) erogati dalle amministrazioni pubbliche a qualsiasi titolo, se non si trovano già inclusi nel reddito complessivo Irpef.

Gli archivi Inps non andranno quindi più a rilevare in modo automatico trattamenti quali pensioni di invalidità, o le indennità di accompagnamento, frequenza e comunicazione, che non andranno nemmeno indicati nella Dichiarazione Sostitutiva Unica, ovvero la “domanda” di Isee.

Già oggi, quindi, l’esclusione riguarda solamente il riferimento alla voce di reddito dell’Isee. In caso siano accreditate su conto corrente postale o bancario, tali prestazioni che finiscono invece per essere rilevate (seppur in maniera indiretta) nel patrimonio mobiliare, portando ad un’incidenza ai fini del calcolo della giacenza media che rivela per l’Isee. Lo scopo dell’emendamento è quindi di portare tali indennità a “non concorrere” (ovvero ad essere escluse) definitivamente dal valore patrimoniale mobile, portando anche le indennità e somme corrisposte dagli enti locali a favore dei caregiver familiari a rientrare tra quelle esenti.

 


Articolo di Laura Egidi
Laureata nel 2000 in Giurisprudenza con Tesi sul Diritto del Lavoro. Collabora con Halley Informatica dal 2010 e si occupa dello studio ed approfondimento delle questioni normative a supporto e consulenza dell’attività svolta dagli operatori degli Enti Locali


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