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Niente telecamere fai da te nelle vie pubbliche

La Rivista del Sindaco 19/06/2020 Patrimonio Informativo Pubblico - Open Data

Il Tar del Lazio (sez 2-bis, sentenza 3316, del 17 marzo 2020) ha chiarito che i soggetti privati, che facciano parte di condomini, centri residenziali o ad altro titolo di residenza, devono accordarsi con il comune se hanno intenzione di installare telecamere per la videosorveglianza, che saranno ricolte verso la strada pubblica. In caso tale accordo sia omesso, potrà essere segnalato un abuso edilizio (all’Autorità Garante) ed in comune potrà ordinare l’immediata rimozione dell’impianto.

Il caso di riferimento coinvolge un centro residenziale posto alle porte di Roma, che pur applicando i canonici cartelli di avvertimento, ha istallato dei sistemi di videosorveglianza, senza avvisare il comune. In tutta risposta, il Comune ha imposto un’ordinanza urgente al fine di rimuovere le telecamere. Una condotta, che ha portato il centro residenziale ad impugnare tale ordinanza, rivolgendosi al Tar. La sentenza del Garante è stata netta, chiarendo che, stando a quanto stabilito dall’articolo 6, Dl 11/2009, convertito in legge 38/2009, per la preservazione dei reati e di controllo del territorio, “l’impianto privato di videosorveglianza non deve inquadrare le zone soggette a pubblico passaggio; per queste ultime sarebbe competente solo il comune”.

Dal lato della privacy, si andrebbe ad applicare quindi la direttiva 2016/680 per le attività di polizia, piuttosto che il regolamento europeo sulla protezione dei dati. I privati possono quindi istallare apparecchi per la videosorveglianza rivolti alle strade pubbliche, ma solo previo accordo con il comune (come indicato dal pacchetto sicurezza 2017), e le immagini potranno essere viste solo dalle forze di polizia interessate. Ai privati è in pratica concesso di installare telecamere solo nelle aree strettamente pertinenti all’interessato; in caso voglia comprendere nell’area videosorvegliata zone soggette a pubblico passaggio è invece obbligato ad accordarsi con il comune di appartenenza, che otterrà un accesso esclusivo a quelle immagini registrate, per tutelare la sicurezza pubblica ed urbana. Nel caso di un quartiere residenziale, ad esempio, questo potrebbe istallare liberamente telecamere, solo in zone in cui circolano solo i suoi residenti.

 


Articolo di Luigi Franco
Giornalista pubblicista dal 2004, si è occupato di marketing territoriale, autonomia scolastica, normativa sulla Privacy, e-government e tematiche di interesse delle amministrazioni locali.


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