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Deciso NO al “click day” autonomo

La Rivista del Sindaco 23/03/2020 Rassegna Stampa

Mercoledì scorso è stato proposto da Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, di erogare l’indennità di 600 euro, prevista dal decreto “Cura Italia” per circa 5 milioni di lavoratori autonomi, collaboratori, professionisti, operai agricoli e stagionali, tramite un click day. La proposta è stata criticata un po’ da tutte le parti, partendo dai sindacati, passando per i ministeri dell’Economia, del Lavoro e dell’Agricoltura, per Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti, dalla Cna e dai commercialisti tributari, tanto che il governo bloccato questa possibilità (nell’arco della stessa serata) già sul nascere.

La prima voce a levarsi contro la proposta è stata quella del viceministro del Mef, Antonio Misiani, con parole che lasciavano già intuire come non fosse una misura sensata: “Non ci sarà nessun click day, le risorse sono ampiamente sufficienti perché calcolate sull'intera platea potenziale. Semmai le domande dovessero eccedere lo stanziamento, rifinanzieremo la misura con il decreto di aprile”.

Anche il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, ha affermato senza mezzi termini che non si trattava di “un criterio che sta in piedi”, e che “non possiamo fare a chi arriva prima prima alloggia, è una comunicazione fatta dall’Inps, non una decisione del governo”. Rassicurazioni anche da Nunzia Catalfo, ministro del Lavoro, che oltre a confermare che “non ci sarà nessun click day”, ha voluto sottolineare che “le risorse stanziate sono sufficienti” e che a breve sarà fornita “la data, a partire dalla quale tutti i cittadini che ne hanno diritto potranno iniziare a fare richiesta degli indennizzi”.

Altri si sono spinti più in là, accusando tale idea di “aumentare l’ansia delle persone” (Francesca Puglisi, sottosegretaria al Lavoro), cosa che andrebbe assolutamente evitata in questo fragile periodo, oppure a dichiarare “immorale” la proposta (Teresa Bellanova, ministro delle Politiche agricole), perché mettere le persone in competizione in questo momento è profondamente sbagliato, e “bisogna avere la responsabilità di dire ai cittadini che questo è quello che possiamo fare e lo strumento deve essere immediatamente fruibile”.

Insomma, una grossolana dichiarazione che l’ufficio stampa dell’Inps ha prontamente definito un “grande fraintendimento”, ripetendo che “non c'è nessun click day inteso come finestra dentro la quale si possono fare domande di prestazioni”, quanto delle “domande aperte a tutti, ed un giorno di inizio, con un click”. L’Inps è stato chiamato a gestire 10 miliardi di euro, che in poche settimane dovranno essere divise tra gli 11 milioni di utenti, sotto forma di cassa integrazione o strumenti di sostegno al reddito, e ci tiene a ricordare che dal 5 marzo, sono state 100mila le richieste di congedo parentale per i lavoratori dipendenti, per far fronte alle numerose critiche (in particolare da Cgil, Cisl e Uil) che continuano a fare pressione all’Istituto.


Articolo di Massimo Chiappa
Laureato, giornalista pubblicista da oltre 20 anni. Segretario comunale in pensione. Ha svolto l'attività di consulente nel campo degli enti locali, creando e curando prodotti editoriali per la pubblica amministrazione.

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