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Gli aumenti dei sindaci pagati dai comuni

La Rivista del Sindaco 19/03/2020 Finanza Locale

In seguito alla Conferenza Stato-città è stato è stato mostrato lo schema di decreto portato da Luciana Lamorgese (ministro dell’interno) in concerto con Roberto Gualtieri (titolare del Mef) per la ripartizione del fondo di 10 milioni di euro annui tra gli enti aventi diritto. Il fondo è stato istituito presso il Viminale con la volontà di finanziare gli aumenti di stipendio dei sindaci dei piccoli comuni.

Nel Dl 124/2019 ritroviamo questa misura che vuole assicurare ai primi cittadini dei piccoli comuni una specie di “reddito minimo”, per sostituire l’irrisoria indennità (talvolta d’importo minore del reddito di cittadinanza) ad oggi percepita. Il vicepresidente vicario dell’Associazione dei comuni, Roberto Pella, ha definito una vittoria dell’Anci “l’avere ottenuto la disponibilità economica già nella legge di bilancio per innalzare le indennità di questi sindaci valorosi”. Proprio al centro della propria piattaforma rivendicativa, Pella ha inserito il tema dell’indennità.

Grazie al decreto i sindaci di comuni fino a 3.000 abitanti avranno un assegno innalzato all’85% dell’indennità spettante ai sindaci di enti che contano fino a 5.000 abitanti, pari a 1.659,38 euro mensili. Sarà compito della giunta comunale decidere se approvare tramite delibera l’aumento, che in ogni caso non si potrà portare oltre il limite stabilito. Purtroppo, però sarà compito dello stesso comune sostenere l’onere della gratificazione del proprio primo cittadino, investendo proprie risorse a danno di altri capitoli di spesa. Tutto questo perché lo Stato corrisponderà al massimo 3.289,13 euro all’anno a favore dei comuni (oltre 1.600) fino a 1.000 abitanti; 2.366,97 euro all’anno a favore dei comuni (quasi 2.000) fino a 3.000 abitanti. Quindi i contributi statali copriranno al massimo due indennità mensili, con la sopracitata cifra che spalmata nelle 12 mensilità dell’anno, risulta pari a 274 euro al mese per i comuni fino a 1.000 abitanti e 197 euro al mese per quelli fino a 3.000 abitanti. Il resto dovrà essere caricato sulle casse del comune, con un importo non di poco conto, data la differenza da coprire. Bisognerà quindi capire se le casse spesso non certo ricche dei piccoli comuni, potranno sobbarcarsi la spesa di tale aumento, che premierebbe il primo cittadino, ma potrebbe andare a scapito di progetti e necessità del comune stesso.

 


Articolo di Loris Pecchia
Laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali con specialistica in Indirizzo dell’amministrazione e dell’organizzazione pubblica. Svolge le attività di revisione FAQ e di segreteria presso la Halley Informatica dal 2013.


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