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Rivoluzione nella riscossione dei tributi comunali

La Rivista del Sindaco 03/12/2019 Finanza Locale

La riscossione dei tributi comunali e degli enti territoriali sono soggetti a una rivoluzione grazie al disegno di legge di bilancio 2020, che prevede l’estensione a livello locale di alcuni istituti previsti per le entrate erariali: viene individuato un unico atto soggetto a diventare titolo esecutivo che in pratica arriverebbe a rafforzare e sostituire la precedente ingiunzione fiscale assimilandola di fatto al ruolo.

Lo scopo della riforma (presente nell’articolo 96 del disegno di legge di bilancio) è quello di fornire una soluzione alle problematiche provenienti dal presente assetto del governo delle entrate degli enti locali, tramite una rivisitazione delle norme già previste in relazione alla riscossione spontanea e coattiva. Si tenta quindi di razionalizzare la procedura grazie alla quale si arriva ad eliminare i diversi atti finalizzati allo stesso procedimento, che oggi costituiscono un problema per quanto riguarda l’individuazione degli atti esecutivi, poiché ogni soggetto che emette gli atti porta ad una differenziazione degli stessi. Questo in relazione alla riscossione coattiva affidata all’Agenzia delle Entrate con il ruolo stabilito dal dpr n 602 del 1973, o per la riscossione diretta di un’ingiunzione fiscale da parte dell’ente locale (o affidata a soggetti esterni) come stabilito dal rd n 639 del 1910.

Un’altra novità in materia riguarda le entrate patrimoniali degli enti, ad esclusioni delle multe, poiché le disposizioni proposte non influiscono sul codice stradale. La relazione illustrativa parla di una riforma che mira a contenere i costi della riscossione, e che si prodiga nel concentrare risorse verso attività più funzionali e incisive. Il tutto per assicurare un’efficienza sempre maggiore nella lotta all’evasione e garantire il recupero di margini più ampi di gettito.

Il Ddl prevede la sistematizzazione dell’accesso ai dati anche per chi è iscritto all’albo (definito nell’articolo 53, Dlgs 446, 1997), essenziale per garantire efficienza e convenienza all’attività promossa dai soggetti affidatari del servizio, nel tentativo di ridurre lo squilibrio concorrenziale, oggi presente a favore dell’ex agente della riscossione. Di contro, si attua però una nuova stretta sui requisiti per l’iscrizione e un rafforzamento degli strumenti di pubblicità e controllo. Inoltre, si generalizza l’obbligo di versamento diretto agli enti locali, al fine di evitare il riproporsi di appropriazioni indebite da parte dei concessionari privati, in previsione del fatto che le somme riscosse a qualsiasi titolo finiscano per confluire direttamente alla tesoreria dell’ente.

 


Articolo di Loris Pecchia
Laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali con specialistica in Indirizzo dell’amministrazione e dell’organizzazione pubblica. Svolge le attività di revisione FAQ e di segreteria presso la Halley Informatica dal 2013.

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