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Accentramento digitale, scommessa della manovra 2020

La Rivista del Sindaco 28/11/2019 Osservatorio della settimana

L’accentramento digitale pare la grande scommessa della manovra 2020, come si evince dalle numerose misure che premono per attuare azioni in grado di contrastare l’evasione fiscale tramite l’utilizzo di dati informatici e l’elaborazione stitistico-matematica che permette di leggere e valutare la massa di informazioni presenti nell’anagrafe tributaria. Queste sono contenute sia nella legge di Bilancio 2020 sia nel collegato fiscale.

Ci si muoverà quindi verso una massiva acquisizione delle informazioni contenute nelle fatture elettroniche (allegati compresi), passando per la previsione delle nuove analisi informatizzate del rischio d’evasione, fino ad arrivare alla c.d. lotteria telematica degli scontrini fiscali. Stando ben attento a tutelare i dati personali dei contribuenti, per evitare conseguenze negative, il fisco eviterà di trattarli in un primo momento, assegnando invece ad ogni persona un codice cifrato (c.d. pseudonimizzazione) come identificativo di riferimento.

Se questa misura si rivelasse insufficiente, il fisco dovrà sfruttare le limitazioni dei diritti dei contribuenti in materia di trattamento e tutela dei loro dati personali che la legge di Bilancio 2020 ha previsto. Se al contrario l’apparato si dimostrasse funzionale, nel futuro del fisco ci saranno più libertà d’azione per quanto riguarda l’utilizzo e l’incrocio delle informazioni di cui è venuto in possesso, al fine di combattere la dilagante evasione fiscale.

L’archivio dei rapporti finanziari, centro nevralgico dell’anagrafe tributaria, è la base da cui si svilupperanno le attività informatizzate di selezione ed analisi del rischio di evasione. Le informazioni di cui esso dispone sono chiamate in causa dalla legge di Bilancio 2020 , nella disposizione riguardante le attività informatizzate di analisi del rischio di evasione. Grazie ai dati dell’archivio dei rapporti finanziari il fisco sarà in grado di svolgere analisi, incrociando le informazioni ed elaborando modelli uniformi, per individuare i profili più rilevanti a rischio evasione, minimizzando il rischio di errori. Le dimensioni dell’anagrafe tributaria dopo la recente acquisizione delle informazioni presenti nelle fatture elettroniche (per 8 anni a disposizione del fisco) e in quelle derivate dai responsi dei nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale sono ormai considerevoli, quindi potrebbe essere necessario incrociare le altre informazioni con le risultanze dell’archivio rapporti. Anche la lotteria degli scontrini fiscali e il nuovo obbligo di pagamento con strumenti tracciabili delle spese per cui si vuole usufruire della detrazione IRPEF sono attività che la manovra 2020 mette in aiuto della selezione dei contribuenti con maggior rischio di evasione.

La mole di dati personali a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, richiederà l’intervento del Garante della Privacy solo per una consultazione preventiva in relazione all’attività di elaborazione dati che il fisco intende attuare. Perché, stando a quanto riportato nella relazione di accompagnamento alla manovra 2020, l’Agenzia delle Entrate sarà la garante stessa, sull’adozione delle necessarie misure di sicurezza a tutelare i dati dei contribuenti, e la previsione di controlli sulla qualità di dati, al fine di ridurre per gli interessati i rischi connessi, soprattutto relativi ad errori nelle rappresentazioni della capacità contributiva.


Articolo di Massimo Chiappa
Laureato, giornalista pubblicista da oltre 20 anni. Segretario comunale in pensione. Ha svolto l'attività di consulente nel campo degli enti locali, creando e curando prodotti editoriali per la pubblica amministrazione.


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