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Maggiore attenzione agli idonei e più pubblicità per i concorsi

La Rivista del Sindaco 26/11/2019 Patrimonio Informativo Pubblico - Open Data

Consapevole della mole di disposizioni normative che ha investito il pubblico impiego, dal 2017, e tenendo in considerazione i lavori ancora in atto per rimodernare i vincoli delle assunzioni per regioni ed enti locali, il legislatore ha deciso di non portare nel disegno della legge di bilancio enormi cambiamenti in materia. Si parla soltanto di fare maggiore attenzione agli idonei, e proporre più pubblicità per i concorsi pubblici.

In pratica la manovra del 2020 si limita a svolgere un’opera di manutenzione, con un intervento mirato al solo regime pubblicitario. La modifica proposta riguarda l’articolo 19, dlgs 33/2013, a cui si vuole aggiungere l’obbligo di pubblicare, nella sezione Amministrazione Trasparente, non solo i bandi ma anche le tracce delle prove, le graduatorie finali (con il potenziale aggiornamento dovuto allo scorrimento degli idonei non vincitori) e soprattutto i criteri di valutazione. In questo modo si arriverebbe a cancellare il riferimento all’obbligo di pubblicazione delle tracce scritte, ma non deve essere inteso come abrogazione di tale obbligo, quanto l’estensione dello stesso alle tracce di ogni tipologia di prova, ovvero anche quelle di carattere orale o tecnico. Lo scopo è quello di portare alla pubblicazione delle varie domande predeterminate dalle commissioni, sia che si tratti di prove pratiche, orali, di carattere informatico o linguistiche. Si tratta di un onere atto a cambiare il modo di proporre i concorsi.

Altrettanta attenzione viene prestata dal legislatore alla sorte degli idonei non vincitori, ovvero coloro che superano i requisiti delle prove, ma non arrivano alle posizioni necessarie all’assunzione. La nuova norma pare voler avviare un controllo indiretto sulla sorte degli idonei, poiché pubblicando le graduatorie, con gli eventuali scorrimenti, si arriva ad un’ovvia possibilità di controllo sulle previsioni normative introdotte dalla legge 145/2018, che puntava a limitare l’assunzione degli idonei solo in caso di recesso o rinuncia entro tre anni dall’uscita delle graduatorie. L’idea di pubblicizzare la chiamata degli idonei, è di certo conforme a quanto dovrebbe fare l’Amministrazione Trasparente in tema di reclutamento per gli enti, in cui questa rientra. Un pubblicità che tra l’altro sarebbe utile a controllare assunzioni e scorrimento delle graduatorie, e a confrontarle con i veloci flussi delle fuoriuscite per pensionamento. Tale approccio ricorda la funzione del portale (mai giunto a realizzazione), voluto dall’articolo 4, comma 5, del 101/2013 (poi legge 125/2013), con cui si volevano individuare i dipendenti con requisiti utili per le stabilizzazioni previste dallo stesso dl 101/2013.


Articolo di Loris Pecchia
Laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali con specialistica in Indirizzo dell’amministrazione e dell’organizzazione pubblica. Svolge le attività di revisione FAQ e di segreteria presso la Halley Informatica dal 2013.


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