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Raddoppiate le segnalazioni di condotte illecite, il canale telematico da la spinta

19/07/2019 Qualità della PA

Il recente Rapporto stilato dall’ANAC dice che il fenomeno legato alle segnalazioni di condotte illecite, anche detto whistleblowing comincia a dare i suoi effetti. Difatti l’Autorità Nazionale Anticorruzione dal 2016 effettua attività di raccolta e valutazione delle segnalazioni provenienti da un campione di circa 40 Enti Pubblici, questo sistema permette di verificare se le norme vengono rispettate e vedere se sono presenti aspetti ad elevata criticità.

L’informatizzazione della procedura di whistleblowing, partita nel fabbraio 2018, ha comportato per l’ANAC una vera e propria svolta, l’Ente è infatti uno dei soggetti i quali possono raccogliere tali segnalazioni, come i Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, i Giudici Contabili e quelli ordinari.

Gli stessi numeri confermano il fatto che le segnalazioni di condotte illecite sono raddoppiate se confrontiamo il 2017 ed il 2018, che contano rispettivamente 364 e 783 segnalazioni. Anche il primo semestre del 2019 ha già numeri significativi, difatti si contano ben 439 avvisi di condotte illecite. Non solo i numeri dimostrano l’effettiva utilità del canale telematico, ma anche la qualità delle segnalazioni stesse, in quanto sono diminuite sensibilmente quelle legate alle cosiddette “liti bagatellari” per meglio dire le condotte illecite di minore entità ed in maniera inversamente proporzionale sono aumentate le segnalazioni relative ai comportamenti di maggiore importanza per le Amministrazioni.

L’entità del fenomeno whistleblowing conferma anche la situazione del nostro Paese con un enorme divario tra Nord e Sud, i primi infatti registrano il 32,1% di segnalazioni, i secondi invece (comprensivi di isole) fanno vedere numeri superiori del 9,2%, il Centro sembra essere maggiormente virtuoso con “solo” il 22,9% di segnalazioni relative a condotte illecite.

Nel campione sono incluse in maggior numero Regioni ed Enti Locali (38%), seguite dalle “altre amministrazioni”, queste ultime comprendono Ministeri, Enti Previdenziali, Agenzie, Autorità Indipendenti ecc., le quali hanno registrato un aumento di denunce pari al 10,1% rispetto agli anni precedenti (dal 17,6 al 27,7%).

Le denunce nel 55,3% dei casi partono da dipendenti pubblici, società strumentali o imprese fornitrici, i Dirigenti sembrano invece essere ancora restii a procedere in tal senso, discorso diverso si può fare per le Forze dell’Ordine in quanto 15 segnalazioni provengono da militari facenti parte dei vari corpi.

Gli illeciti segnalati maggiormente sono relativi alle assegnazioni illegittime di appalti, cattiva amministrazione, abuso di potere e casi di corruzione. Il rapporto dell’ANAC ha però mostrato come siano migliorate le qualità delle segnalazioni, trasformando questo utile strumento in qualcosa di più di un mezzo di sfogo per fatti personali, ma aumentandone l’utilità dal punto di vista dell’interesse pubblico.


Articolo di Andrea Bevilacqua
Diplomato in Ragioneria nel 2009, si occupa di copywriting per conto di numerose testate di carattere sia turistico sia legate alla PA.


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