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Impronte digitali nella PA, una nuova frontiera

10/07/2019 Approfondimenti

Il Decreto Concretezza, entrato da poco in vigore, sta già preparando la Pubblica Amministrazione ad una nuova era, ancor più tecnologica. Al momento si attende il Regolamento Attuativo, già preparato dalla Ministra per la PA Avv.Giulia Bongiorno.

Una volta scattato, i dipendenti pubblici non dovranno più usare il badge per per andare in ufficio, basterà passare il proprio pollice sopra un sensore (come nei moderni smartphone). Tale meccanismo è stato messo in essere dal Ministero per contrastare il fenomeno legato ai cosiddetti “furbetti del cartellino”.

Analizzando la legge, si nota che si parla di una generica “verifica biometrica”, in tal caso si potrebbe pensare anche ad un sofisticato riconoscimento dell’iride, l’ipotesi in questione viene scartata al momento dalla Ministra Bongiorno, ribadendo che si farà utilizzo esclusivo delle impronte digitali.

Un altro importante aspetto relativo a questa novità riguarda la riservatezza dei dati, difatti le stesse verranno poi trasformate in codici alfanumerici e successivamente criptate, in maniera da evitare utilizzi fraudolenti delle traccie digitali dei dipendenti.

La Ministra ha poi evidenziato il fatto che siano presenti diverse realtà già attive in tal senso, in Campania ad esempio si fa già utilizzo di questo nuovo metodo di identificazione.

Le scuole subiranno un trattamento diversificato, in quanto agli insegnanti non sarà richiesto l’utilizzo dell’impronta, per loro difatti testimonia il registro di classe. Discorso diverso vale per i Dirigenti Scolastici, i quali rientrano nei controlli con l’impronta digitale.

Una nuova era della PA si sta avvicinando, anche se al momento sono ancora necessarie una serie di informazioni aggiuntive, partendo dalla road-map, senza dimenticare i pareri delle autorità competenti in merito, una su tutte quello del Garante della Privacy. Quest’ultimo ha più volte manifestato il suo dissenso a tale evoluzione, in quanto recenti studi sostengono che l'impronta digitale rivelerebbe non solo l'identità del soggetto, ma anche etnia e stato di salute, quindi, dati sensibili, tutelati dal nuovo Regolamento Europeo per la Privacy (GDPR).

Infine per completare l’iter sarà necessaria un’intesa durante la Conferenza unificata, in quanto gli apparecchi necessari al rilevamento biometrico dei dipendenti pubblici dovrebbero essere installati anche negli Enti più piccoli.


Articolo di Andrea Bevilacqua
Diplomato in Ragioneria nel 2009, si occupa di copywriting per conto di numerose testate di carattere sia turistico sia legate alla PA.


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