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Freedom of Information Act, i limiti fissati dai regolamenti locali sono illegittimi

04/07/2019 Qualità della PA

Il Freedom of Information Act (Foia) introdotto nel 2016 dalla riforma Madia, riguardante l’accesso civico generalizzato ha subito alcune modifiche. Infatti l’Avv. Giulia Bongiorno, nuova Ministra della Pubblica Amministrazione ha ritenuto che le Amministrazioni non possono in alcun modo limitare l’accesso attraverso regolamenti interni, contrariamente a quanto previsto dalla Legge 241/90.

Per quanto riguarda il personale, le modifiche portano ad uno stretto legame le retribuzioni di risultato del corpo dirigente ai tassi di attuazione del Foia, al fine di non far rimanere nei corridoi le svariate domande di accesso agli atti da parte dei cittadini, in quanto d’ora in poi “costituiscono elementi di valutazione della responsabilità dirigenziale”.

In caso l’Amministrazione replichi in maniera negativa, la domanda dovrà essere ripresentata entro 30 giorni, sempre per non mantenere in ibernazione una pratica che alla lunga potrebbe portare all’esame del giudice amministrativo.

Ogni Ente dovrà inoltre predisporre un sistema informatico dedicato al protocollo delle richieste e necessario per la costruzione di un registro degli accessi, la cui efficienza dovrà essere posta sotto l’egida del Responsabile per la transizione digitale.

La circolare firmata dalla Ministra, permette al Governo di rilanciare l’idea di trasparenza seguendo i canoni britannici, dopo un periodo di attuazione altalenante. Questo procedimento si è reso necessario in quanto le periodiche richieste di dati e/o documenti da parte dei cittadini, dei giornalisti o delle Associazioni sono sottoposte agli ostacoli messi in piedi dalla eccessiva burocrazia.

L’accesso civico generalizzato però, nasce con l’esclusivo scopo di permettere ai cittadini di richiedere dati di ogni tipo (dai contratti pubblici alla programmazione delle assunzioni passando per contributi e tasso di assenteismo dei dirigenti), per accedere ai dati, contrariamente a quanto disposto in passato, non è necessario possedere un ”interesse specifico”, la risposta potrà avere natura negativa solo nel caso in cui sia necessario tutelare dati sensibili dei contro-interessati o eventuali segreti industriali/di Stato.

La Ministra Bongiorno ha dichiarato che “La circolare è il primo passo di un percorso congiunto con Anac e Garante Privacy per promuovere un' attuazione del Foia sempre più rigorosa e uniforme”. All'interno della stessa si parla anche di provvedimenti legati al lato pratico, uno su tutti, riguarda i costi, difatti potranno essere applicati ai richiedenti solo quei costi necessari a fornire e produrre tale documentazione.


Articolo di Laura Egidi
Laureata nel 2000 in Giurisprudenza con Tesi sul Diritto del Lavoro. Collabora con Halley Informatica dal 2010 e si occupa dello studio ed approfondimento delle questioni normative a supporto e consulenza dell’attività svolta dagli operatori degli Enti Locali


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