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Illegittimo il licenziamento per falsa dichiarazione dei requisiti valutati dalla commissione di gara

19/06/2019 Lavori Pubblici

La sentenza 15009/2019, pronunciata dalla Corte di Cassazione respinge il ricorso di un Comune sardo contro il precedente provvedimento giurisdizionale rilasciato dalla Corte d’Appello, il quale prevedeva il reintegro di un dirigente, allontanato per falsa dichiarazione in merito ai requisiti necessari per partecipare alla pubblica selezione.

Il dibattito nasce dalla richiesta di un partecipante di annullare in autotutela la graduatoria e il provvedimento di immissione in servizio del vincitore di un concorso indetto nel 2010 da un Comune sardo per assegnare un incarico dirigenziale. Il vincitore della selezione, infatti, risulterebbe privo di uno dei requisiti richiesti, cioè dello svolgimento di un incarico simile avente durata almeno quinquennale presso la PA.

Il candidato vincente aveva dichiarato di essere in possesso di tale requisito, presentando all’Ente dei cedolini paga, i quali attesterebbero la titolarità di un incarico di natura dirigenziale presso un’Azienda Sanitaria, tali informazioni erano inoltre contenute negli ordini di servizio e nelle schede per l’assegnazione dei turni di reperibilità. Approfondendo si è scoperto che l’uomo non ricopriva un incarico apicale, ma collaborava in maniera coordinata e continuativa con l’Azienda Sanitaria, ricoprendo alcuni incarichi tipici delle figure dirigenziali.

La Corte di Appello, nonostante abbia confermato l’evidente diversità tra un incarico di natura dirigenziale e la collaborazione del soggetto in causa, ritenne che quest’ultima crearono nel soggetto la convinzione di possedere l’esperienza richiesta dal bando, escludendo in toto le ipotesi di dichiarazioni mendaci volontarie.

La Cassazione stessa ha condiviso quanto ipotizzato in fase di appello, ricordando che il Comune stesso aveva vagliato la documentazione fornita dal vincitore, ritenendola idonea ai requisiti necessari per accedere al concorso.

I togati della Cassazione hanno voluto mettere in luce i ruoli e le relative responsabilità delle commissioni giudicatrici, in quanto preposte al controllo e vaglio dei candidati e delle candidature stesse. Queste ultime si trovano spesso ad affrontare casi problematici e complessi, tali da giustificare una conoscenza costante conoscenza delle dinamiche giurisprudenziali in materia di concorsi pubblici.


Articolo di Massimo Chiappa
Laureato, giornalista pubblicista da oltre 20 anni. Segretario comunale in pensione. Ha svolto l'attività di consulente nel campo degli enti locali, creando e curando prodotti editoriali per la pubblica amministrazione.


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