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Eurostat predispone criteri più rigidi per il Sec

03/06/2019 Società Partecipate

L’Ufficio Statistico dell’Unione Europea (Eurostat) si sta preparando a stringere le maglie del Sec 2010, sistema in vigore dal 2014 che regola i metodi contabili dei paesi dell’Unione. Nonostante a prima vista possa sembrare un aspetto meramente tecnico-teorico, gli effetti saranno più che mai pratici.

Sostanzialmente, questi provvedimenti renderanno più difficile ai governi l’esclusione dal calcolo del deficit e del debito di quelle operazioni, apparentemente private, che “nascondono” però una particolare importanza per le esigenze degli esecutivi.

Questo tipo di intervento potrebbe bloccare il Piano Capicorn, pensato dall’ex Premier Paolo Gentiloni, il quale prevedeva una serie di partite di giro camuffate da partecipazioni, il tutto per spostare sotto l’egida della CDP (Cassa Depositi e Prestiti) la gran parte delle Aziende a Partecipazione Pubblica. Questo progetto, non è solo il retaggio di un passato recente, infatti servirebbe all’attuale legislatura per accumulare un “tesoretto” di circa 18 miliardi, come previsto dal capitolo privatizzazioni del Def 2019.

Per la conferma definitiva di tutto ciò, sarà necessario attendere la pubblicazione del Manuale sul Deficit ed il Debito di Eurostat, il quale permetterà una migliore comprensione di come questo irrigidimento dei criteri inciderà sui conti nostrani e se lo stesso avrà effetti anche retroattivi.

Il Committee on Monetary, Financial and Balance of Payments statistics (Cmfb), il quale riunisce i vari Istituti di Statistica Nazionali e le Banche Centrali, si è riunito pochi giorni fa proprio per predisporre una versione aggiornata dei criteri di Sec 2010.

Tra le modifiche previste, saranno presenti nove paragrafi riguardante il deficit ed il debito e tre nuovi capitoli. Durante la riunione del Cmfb, solo tre proposte sono state bocciate, una di queste riguardava la presenza di esponenti dell’esecutivo all’interno dei CdA, tale proposta è stata bocciata in quanto ridurrebbe notevolmente l’autonomia dei Consigli di Amministrazione e delle Società stesse.

Proprio in merito alla questione, il Comitato ha chiesto alcune modifiche, bisognerà vedere come il testo finale regolamenterà il tutto, al fine di poter capire quali ripercussioni ci saranno sulle Aziende controllate dello Stato Italiano, che come noto, tra i membri dei CdA presenta spesso membri dei vari Governi.

Tralasciando i tecnicismi, possiamo notare sin da subito quale sarà la strada che verrà percorsa, difatti nel mese di aprile, il rapporto deficiti/PIL nazionale è stato alzato dello 0,1% (dal 132,1 al 132,2%) proprio perché alcune società sono state incluse nelle maglie della Pubblica Amministrazione, tra cui Invitalia e Rete Ferroviaria Italiana (RFI).


Articolo di Andrea Bevilacqua
Diplomato in Ragioneria nel 2009, si occupa di copywriting per conto di numerose testate di carattere sia turistico sia legate alla PA.


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