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Il duplice percorso del reddito di cittadinanza

23/04/2019 Osservatorio della settimana

Il reddito di cittadinanza ha una doppia funzione di contrasto alla povertà e reinserimento nel mondo del lavoro, percorsi paralleli ma ben differenti, per ognuno dei quali si prevede la presa in carico da parte dei servizi sociali dei Comuni oltre alla sottoscrizione del patto per l'inclusione sociale che i beneficiari saranno tenuti a firmare, se non si trovano nelle condizioni puntualmente individuate per l'accesso al processo di ricollocazione lavorativa.

I nuclei familiari beneficiari privi di componenti che devono recarsi subito ai centri per l'impiego saranno convocati entro trenta giorni dall'accredito del contributo economico: i servizi competenti per il contrasto della povertà dei comuni si prodigheranno a coordinare la stipula del patto di inclusione sociale, a livello di ambito territoriale, per giungere alla stipulazione del patto di inclusione sociale. La convocazione avverrà comunque per i membri del nucleo familiare maggiorenni ma con meno di 29 anni.

Il punto più importante e critico dell'intera struttura del Reddito di Cittadinanza, è la questione degli operatori e dei destinatari, perché anche in fase di conversione del decreto in legge c'è stato un chiarimento sull'attivazione della defluenza dei singoli componenti del nucleo tra servizi sociali dei Comuni e Centri per l'impiego. Il testo normativo infatti fa riferimento all'intero gruppo familiare per l'inclusione sociale e al singolo membro per il percorso di inserimento lavorativo, senza mai specificare se ci si riferisce al nucleo familiare parlando anche dei familiari che non hanno i requisiti per recarsi a un Centro per l'impiego, e che dovrebbero affidarsi invece ai servizi sociali, nonostante la presenza di parenti che hanno stipulato il patto per il lavoro e dichiarato l'immediata disponibilità al lavoro (Did). Una mancanza che pregiudicherebbe la duplice funzione del Reddito di Cittadinanza, perché la valutazione multidimensionale ha lo scopo di scoprire i bisogni del nucleo familiare e dei suoi componenti, sempre in considerazione dei fattori di vulnerabilità (situazione economica e lavorativa, livello di educazione ed istruzione, profilo di occupabilità e altri) e delle risorse a disposizione. Anche i fattori di sostegno e ambientali devono essere considerati, al fine di creare un quadro preciso della situazione del nucleo. Anche i servizi territoriali sono coinvolti per sfruttarne la competenza in sede di valutazione preliminare.


Articolo di Laura Egidi
Laureata nel 2000 in Giurisprudenza con Tesi sul Diritto del Lavoro. Collabora con Halley Informatica dal 2010 e si occupa dello studio ed approfondimento delle questioni normative a supporto e consulenza dell’attività svolta dagli operatori degli Enti Locali


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