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Piattaforme digitali per lo scambio di informazioni del Reddito di Cittadinanza

18/04/2019 Osservatorio della settimana

Per la gestione del Reddito di cittadinanza si considera (ovviamente) molto importante avere un'infrastruttura informatica all'avanguardia e funzionale, due parole non sempre presenti nel settore tecnologico del nostro paese. In questo caso però il progetto è solido per venire incontro alle necessità burocratiche (e pratiche) del Reddito di cittadinanza, dall'attivazione alla gestione dei patti per il lavoro e di quelli per l'inclusione sociale, quanto per averne un agile monitoraggio.

Il ministero del Lavoro dovrà istituire il sistema informativo del Reddito di cittadinanza (Rdc) grazie a due piattaforme digitali dedicate: una presso l'Anpal, per coordinare i centri per l'impiego (piattaforma per il patto del lavoro relativo al Rdc), e l'altra presso il dicastero (piattaforma per il patto di inclusione sociale relativo al Rdc), per coordinare i Comuni, in forma associata o singola.

Una volta operative, le piattaforme dovranno consentire la condivisione verticale delle informazioni tra le varie istituzioni: centrali (ovvero ministero, Inps e Anpal) e territoriali (ovvero Comuni, centri per l'impiego, operatori accreditati). Alla base della condivisione troveremo le informazioni fornite all'Inps da chi presenterà la domanda per il Rdc. Il DL 4/2019 specifica (tramite anche le modifiche apportate)  che i dati relativi ai nuclei familiari dei beneficiari del Rdc dovranno essere trasmessi tramite la piattaforma digitale per il patto del lavoro. I beneficiari saranno poi convocati nei centri per l'impiego al fine di siglare il patto. La stessa piattaforma renderà noti ai Centri per l'impiego chi sono i beneficiari maggiorenni e fino ai 29 anni del Rdc, che potranno a loro volta essere convocati entro 30 giorni dal riconoscimento del beneficio.

La piattaforma per il patto di inclusione sociale segnalerà i nuclei familiari con bisogni complessi ma privi di membri che possono rientrare nelle condizioni previste per firmare il patto per il lavoro, ai Comuni coordinati a livello di ambito territoriale. Poi i relativi servizi per il contrasto della povertà convocheranno i componenti dei nuclei familiari.

Nel complesso, le due piattaforme saranno la base per condividere le informazioni necessarie al monitoraggio dell'attuazione dei patti. In seguito, entro 30 giorni dal riconoscimento del Rdc, saranno sempre le piattaforme a consentire la verifica delle disponibilità dei Cpi e dei servizi sociali dei Comuni, per definire un incontro con i beneficiari del bonus. Inoltre, le piattaforme tracceranno la sottoscrizione dei patti (o la mancanza di questa), monitorando che gli obblighi assunti siano rispettati, segnalando eventuali adempimenti, a cui seguirà comunicazione all'Inps (entro 10 giorni) e poi una relativa sanzione. Sempre in via telematica, i Comuni condivideranno l'attivazione di programmi comunitari che vedranno coinvolti i beneficiari del Rdc, così come avverranno il coordinamento e le cooperazioni tra gli operatori dei Centri per l'impiego, servizi sociali e servizi territoriali. Soprattutto, grazie all'infrastruttura informatica che si andrà a creare, i Comuni potranno aggiornare i Centri su chi siano i beneficiari del Rdc e sui bisogni relativi alla situazione lavorativa per la loro presa in carico. Insomma, coordinazione e scambio rapido di informazione sono alla base della riuscita della messa in pratica del Reddito di Cittadinanza, dimostrando ancora una volta l'importanza di essere un paese aggiornato in tema di tecnologia informatica.

 


Articolo di Loris Pecchia
Laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali con specialistica in Indirizzo dell’amministrazione e dell’organizzazione pubblica. Svolge le attività di revisione FAQ e di segreteria presso la Halley Informatica dal 2013.


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