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Piano triennale per l'informatica: si punta all'innovazione

04/04/2019 ICT e Innovazione

Il Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione 2019-2021 (approvato da Giulia Bongiorno, ministro della Funzione pubblica) si prefigge diversi importanti obiettivi: diffondere in modo capillare servizi digitali come carta d'identità elettronica, pagoPA e Spid, diminuire il numero di data center pubblici e portare all'adozione del Cloud come principale tecnologia al fine di consentire risparmi di costi e maggiore sicurezza, accelerare la transizione al digitale delle amministrazioni allo scopo di rendere i cittadini e le imprese protagonisti del cambiamento, incrementare le competenze manageriali e digitali nelle Pa, rafforzare gli interventi a supporto degli enti locali in modo da colmare il digital divide tra territori e strutturare le governance impostandole sul responsabile per la transizione al digitale.

Bisogna chiarire che nonostante alcune novità introdotte, il Piano per l'informatica nella PA 2019-2021 porta avanti molti progetti e innovazioni già introdotte da quello del precedente triennio. Facendo di un suo punto fermo la "condivisione" tra i soggetti coinvolti (PA, imprese, cittadini, mondo della ricerca e mercato) è chiaro come le norme e prassi che lo riguardano sono in continua evoluzione.

Tra le programmazioni più importanti troviamo la creazione della figura del responsabile per la transizione al digitale (figura professionale già prevista in ogni PA dal Cad), su cui lo stesso ministro preme fin dall'inizio del suo insediamento. Infatti, ha affermato di voler "essere al fianco degli Rdt per supportare tutte le azioni e tutte le iniziative, anche formative, necessarie per sostenerne gli sforzi". Il 13 febbraio scorso, il ministro ha convocato la prima conferenza nazionale, e già allora erano oltre 3.500 gli Rdt nominati; numero destinato ad aumentare. Allo stesso modo dovranno aumentare le competenze manageriali e digitali perché il ministro ha ricordato che per avere "una Pubblica amministrazione snella, vivace, efficiente, un ricambio generazionale dovrà garantire ai nostri uffici pubblici giovani preparati e motivati." Per questo ha dichiarato che "Per la nostra PA dietro le scrivanie voglio i migliori".

Per quanto riguarda l'innovazione dei servizi pubblici siamo indietro, ma si sta lavorando per rimettersi in pari, soprattutto spingendo su "cloud" e "open innovation". Utilizzando il cloud infatti si potranno portare nella PA: risparmio, maggior sicurezza, accessibilità agli strumenti, protezione dei dati personali; tutto senza il costo delle infrastrutture. Anche i data center pubblici dovranno calare di numero, stando al piano triennale, perché l'attuale situazione con un data center per ogni PA è insostenibile, sia dal punto di vista della gestione sia da quello delle risorse necessarie.

Altri punti del piano triennale riguardano smart working, accessibilità ai servizi da parte dei dipendenti pubblici e aumento esponenziale della sicurezza. Tutte aspetti necessari per far rimanere il nostro paese al passo con i tempi. Riguardo questo e altro, l'Agenzia si premunirà di aggiornare con costanza le linee guida.

 


Articolo di Gianluca Galli
Laureato in Scienze Sociali per gli Enti No-Profit e la Cooperazione Internazionale. Si occupa del settore normativa presso la Halley Informatica dal gennaio 2018.


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