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La condanna per le consulenza d'oro non interferisce con il potere discrezionale della PA

La Rivista del Sindaco 10/01/2019 ForumPA

L'ex sindaca di Milano Letizia Moratti è stata condannata per le consulenze d'oro assegnate a soggetti esterni alla pubblica amministrazione; e si è stabilito come la sentenza della Corte dei Conti non possa essere considerato come un interferimento con il potere discrezionale della PA. Stando all'ex sindaca Moratti, valutando l'ingaggio di sei dirigenti (e altrettanti addetti stampa) considerati privi delle competenze tecniche, con nomine non consentite dalla legge, i giudici contabili avrebbero invaso il suo campo, proprio su questa base l'ex primo cittadino aveva effettuato ricorso. Un ricorso che la Cassazione, con la sentenza 33365/2018, ha ritenuto inammissibile.

L'ingaggio dei sopracitati soggetti era costato alla Moratti e ad altri 21 coimputati (tra cui alcuni componenti della sua giunta) una condanna per colpa grave; una colpa doppia per l'ex sindaca rea di aver proposto i nominativi e di far parte dell'organo preposto a dare il via libera all'assunzione degli stessi. Alla fine di un lungo processo legale, prolungato dalla Procura regionale che affermava bassa la cifra calcolata con le due sentenze del 2009, nel 2016 la Moratti e gli altri coimputati sono stati condannati a versare un danno erariale del valore complessivo di oltre 1 milione di euro (circa 590 mila euro come pagamento penale per la sola ex-sindaca).

La difesa della Moratti ha tentato di dimostrare che la Corte dei Conti aveva superato i limiti della sua giurisdizione, arrivando a sindacare sul requisito della particolare specializzazione dei soggetti scelti e quindi ignorando il potere di scelta discrezionale della PA. La Corte Suprema ha però dichiarato legittimo per i giudici contabili valutare l'adeguatezza degli strumenti utilizzati dalla PA, in base al fine pubblico ultimo che vuole perseguire. Considerata anche la normativa che impone all'amministrazione di utilizzare i propri mezzi e il proprio personale per svolgere i suoi compiti. Infine, la Cassazione ha tenuto a sottolineare come non rientra nei suoi poteri esprimersi in merito ad alcune questione riguardanti lo spoils system, come l'impossibilità di dimostrare l'utilità delle scelte fatte dall'amministrazione (seppur illegittime), che potevano portare alla cosiddetta compensazione del danno con il vantaggio. Con il ricorso stabilito inammissibile, si confermano quindi tutti i presupposti per il versamento da parte dei condannati.


Articolo di Loris Pecchia
Laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali con specialistica in Indirizzo dell’amministrazione e dell’organizzazione pubblica. Svolge le attività di revisione FAQ e di segreteria presso la Halley Informatica dal 2013.

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