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Sbloccati gli avanzi dei Comuni

La Rivista del Sindaco 11/10/2018 Nuovo Ordinamento Contabile dei Comuni

Dopo ben due sentenze della Corte costituzionale, atte a influenzare le regole del pareggio di bilancio, arriva finalmente il tanto atteso sblocco degli avanzi a disposizione degli enti locali. Seppur strutturale, lo sblocco giunto via circolare (n 25/2018) dalla Ragioneria generale di stato, che ne ha firmato la delibera, è ancora parziale, perché di fatto vincolato alla spesa per investimenti. Attualmente, quindi, l'unica possibilità a disposizione dei Comuni è quella di neutralizzare l'avanzo applicato al preventivo e poi utilizzato per la spesa in conto capitale, nei calcoli sugli obiettivi di finanza. Occorrerà attendere l'attuazione della manovra per il definitivo sblocco.

Stando alle stime comunali, già lo sblocco parziale, attuato per il momento, può avere un valore di circa 200 milioni per i comuni. La situazione è destinata a cambiare drasticamente con l'arrivo del 2019, poiché, secondo le stime dell'Upb, solo nei bilanci dei sindaci si trovano 3,7 miliardi di euro in avanzi, che salgono a 16,2 miliardi, una volta conteggiate Province, Regioni e Città metropolitane. Si parla ovviamente di risorse che non potranno essere liberate in blocco, perché destinate a progetti e quindi soggette a gare d'appalto. Ma è chiaro che si sta parlando comunque di risorse considerevoli.

La Ragioneria ha chiarito che, al fine di rendere disponibili queste imponenti risorse, nei calcoli sul rispetto del saldo zero gli enti locali dovranno considerare "tra le entrate finali anche l'avanzo di amministrazione per investimenti applicato al bilancio di previsione". Al fine dei conteggi sui vincoli di finanza pubblica, l'entrata costituita dagli avanzi finirebbe per neutralizzare la spesa, che non avrebbe più un impatto negativo.

In attesa della manovra che dovrebbe fornire una svolta a questa questione, va comunque ricordato che degli avanzi si discute da anni e non è certo una questione recente. Nel 2017 erano 700 i milioni degli avanzi liberati dalla manovra, mentre l'ultima attuata a alzato la cifra a 900 milioni, grazie al Patto nazionale. Senza particolare successo, il Milleproroghe ha rilanciato poi i Patti regionali. Intanto, la Ragioneria ha potuto certificare lo sblocco parziale per le coperture del Milleproroghe, arrivando a sospendere il bando periferie fino al 2020 (la Regione Sicilia ha richiesto da poco l'intervento della Consulta riguardo questa questione). Insomma, la situazione è tutt'altro che stabile e in continuo movimento, finendo per caricare gli enti locali di altri problemi, portandoli a rivedere all'ultimo la programmazione per le risorse che vengono liberate.

 


Articolo di Gianluca Galli
Laureato in Scienze Sociali per gli Enti No-Profit e la Cooperazione Internazionale. Si occupa del settore normativa presso la Halley Informatica dal gennaio 2018.


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