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MILANO TRA LE PRIME IN EUROPA PER ATTRATTIVITÀ E REPUTAZIONE

27/06/2018 Qualità della vita

Un quadro mediamente lusinghiero quello tracciato da Osservatorio Milano, lo strumento nato nel 2017 per misurare l’attrattività e la competitività della città



Presentati lo scorso 25 giugno dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e dal presidente di Assolombarda (l’associazione degli industriali delle province di Milano, Lodi e Monza e Brianza), Carlo Bonomi, i dati dell’Osservatorio Milano 2018. Si tratta del secondo rapporto realizzato da Osservatorio Milano, un progetto per misurare l’attrattività e la competitività di Milano nel confronto con altre citta europee e internazionali realizzato da Assolombarda, su incarico del Comune di Milano, in partnership con altri soggetti pubblici e privati. Il confronto del capoluogo lombardo – vengono presi in considerazione nel rapporto 221 indicatori – avviene con un gruppo di città considerate come “globali per ruolo nel network economico internazionale”: Berlino, Londra, Parigi, Barcellona, Monaco, Stoccarda e Lione per l’Europa; Chicago e New York per gli Stati Uniti; Shanghai e Tokyo per l’Asia. Nella comparazione del 2018, seconda edizione del rapporto dell’Osservatorio, Milano “appare ben posizionata in virtù di un ruolo essenzialmente economico produttivo”. Il capoluogo, peraltro, evidenzierebbe interessanti similitudini con città come Chicago, Barcellona e Monaco: tutti centri economici a spiccata vocazione internazionale e senza funzione di capitale politica. In alcuni ambiti Milano appare molto ben posizionata a livello internazionale, ad esempio nell’attrazione dei talenti (secondo QS, società che stila le classifiche qualitative delle università sparse per il globo, Milano sarebbe la 33esima città universitaria mondiale). Sarebbe 12esima per reputazione delle imprese e partecipazione ai circuiti economici internazionali. Inoltre, rispetto al 2017, Milano consoliderebbe la propria attrattività e, unica tra i benchmark omogenei europei (Barcellona, Monaco, Lione e Stoccarda), vedrebbe aumentare la propria reputazione complessiva.
 
Sempre dai dati raccolti dall’Osservatorio, Milano risulta tra le prime cinque aree urbane in Europa in ognuna delle vocazioni identificate come prioritarie livello internazionale e a elevato potenziale di crescita: scienze della vita, agroalimentare, manifattura 4.0, arte cultura e design, finanza. Ma non di solo potenziale si tratta: a fine 2017 il Pil milanese è maggiore di quello del 2008 (ultimo anno pre-crisi economica) del + 3,1%, mentre quello italiano è ancora inferiore del 4,5%. Certo, se si allarga il campo di confronto ad altre aree, ad esempio all’attrazione di turisti, Milano, che pur ha beneficiato grandemente dell’effetto Expo 2016, con i suoi 2,2 turisti per abitante è molto indietro rispetto, ad esempio, agli 8,8 di Berlino. O, in tema di multinazionali, Milano può vantare 36 progetti “greenfield” di imprese estere nel 2016 contro i 384 di una città come Londra. Ma il bilancio che emerge dal rapporto è confortante, seppur con alcuni punti di debolezza sui quali però l’amministrazione della città ha dichiarato l’intenzione di lavorare per ridurre il gap con le altre grandi metropoli internazionali. Interrogato sulle differenze tra Milano e le atre città italiane, il sindaco Sala ha dichiarato: «Noi rilanciamo. Dove va Milano nel 2030? L’Osservatorio e il lavoro di Assolombarda serve perché prima di prendere una via devi sapere dove arrivi fra quindici anni. E noi questo stiamo facendo». Non è mancata anche una frecciatina polemica al nuovo Governo: «Questo governo vuole una valorizzazione di Milano che trascini il Paese oppure no? O Milano è una locomotiva, e gli altri cercano di seguirla, oppure guarderà fuori. Il 30 per cento delle imprese straniere in Italia arrivano a Milano. Questa è la realtà. Saremo ben felici di avere un ruolo attivo nel destino del nostro Paese, ma vorremmo un segnale da parte del governo».
Articolo di Luigi Franco
Giornalista pubblicista dal 2004, si è occupato di marketing territoriale, autonomia scolastica, normativa sulla Privacy, e-government e tematiche di interesse delle amministrazioni locali.


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