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L’accesso al sistema informatico da remoto va garantito ai Consiglieri Comunali

15/06/2018 ICT e Innovazione

Il Consiglio di Stato, Sezione Quinta, ha affermato con la sentenza n.3486/2018, che il Comune deve obbligatoriamente concedere a tutti i Consiglieri una password che permetta loro l’accesso al sistema informatico da remoto, senza appesantire il bilancio Comunale.

Il caso in esame riguarda la richiesta di un Consigliere campano di ricevere dal Comune una password per accedere anche fuori sede alla consultazione del sistema di contabilità. L’ente ha istituito appositamente per il Consigliere una postazione dedicata, ma presso gli uffici del Comune, lo stesso operava sotto il controllo di un dipendente comunale.

La casa titolare del software ha affermato che non era previsto un sistema di certificazione per le postazioni che accedono ai database da remoto.

Inizialmente il ricorso del Consigliere è stato respinto dal Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, in quanto il Comune non aveva negato l’accesso, anche se le modalità dello stesso differivano dalla richiesta dell’uomo.I Giudici sostenevano che il sistema informatico in questione non ostacolava in alcun modo le richieste e le esigenze dei consiglieri.

Il Consiglio di Stato invece ha ritenuto irragionevole la limitazione dell’accesso al sistema contabile, constante in una postazione informatica creata ad hoc.

L’art.43, co.2 del Testo Unico Enti Locali, che regolamenta le prerogative dei consiglieri, e l’articolo 2, co.1 del Codice Amministrazione Digitale (CAD), hanno portato ai Giudici del Consiglio di Stato nel disegnare una direttiva contenente due principi di primaria importanza, come la fruibilità dei dati attraverso tecnologie adeguate e che il costo delle risorse tecnologiche non siano eccessivamente gravose per i conti.

Il Comune seppur provvedendo in buona fede ha operato in maniera diseconomica, in quanto il costo necessario per predisporre la soluzione sopracitata è eccessivo rispetto all’utilità fornita, limitando inoltre notevolmente le richieste del Consigliere Comunale.

I Giudici di Palazzo Spada hanno ordinato al Comune di adeguarsi alla sentenza entro i 60 giorni dalla comunicazione della stessa, organizzandosi per il rilascio di password per garantire l’accesso da remoto.


Articolo di Andrea Bevilacqua
Diplomato in Ragioneria nel 2009, si occupa di copywriting per conto di numerose testate di carattere sia turistico sia legate alla PA.


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