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LE REGIONI POSSONO ABBASSARE I PREZZI DEI FARMACI ANCHE A GARA AGGIUDICATA

08/06/2018 Società Partecipate

Una sentenza del tribunale di Torino dà torto a una grande casa farmaceutica e ragione alla Regione Piemonte



Nei giorni scorsi il tribunale di Torino ha respinto un ricorso presentato dalla società farmaceutica Pfizer contro la Scr, la società di committenza di proprietà della Regione Piemonte. I giudici hanno confermato la possibilità del sistema sanitario pubblico di abbassare il prezzo di fornitura di un medicinale, adeguandolo a quello dei nuovi farmaci messi in commercio (generici e biosimilari), anche in un periodo successivo all’aggiudicazione della gara di appalto e prima di effettuare un nuovo bando di fornitura. La sentenza, in particolare, ha riguardato la fornitura di farmaci contenenti un determinato principio attivo utilizzato in ambito dermatologico e reumatologico. Nel 2015 la Scr aveva assegnato alla Pfizer una gara d’appalto per una fornitura di un farmaco ad un prezzo unitario di 209,68 euro. Nell’ottobre del 2016, però, la Regione Piemonte aveva comunicato al colosso multinazionale del farmaco – nell’attesa di effettuare una nuova gara, poi regolarmente aggiudicata nell’aprile 2017 - l’adeguamento del costo unitario della fornitura a 157,25 euro, corrispondente a quello di un nuovo farmaco biosimilare messo in commercio nel frattempo, e disponibile per l’acquisto, da una società farmaceutica concorrente. Seppure la possibilità unilaterale di ribasso del costo della fornitura, a determinate condizioni, fosse previsto nel capitolato di gara – secondo quanto sostiene la Regione sul proprio sito istituzionale – la Pfizer aveva ugualmente deciso di presentare ricorso in merito. Ma il tribunale di Torino, nei giorni scorsi, ha dato ragione alla Regione Piemonte, riconoscendole di aver agito nell’interesse pubblico, e respingendo al contempo il ricorso della multinazionale.
 
Secondo l’assessore alla Sanità della Regione, Antonio Saitta, la sentenza è storica perché sancisce il diritto delle Regioni e, quindi, dell’intero sistema sanitario pubblico di contenere la spesa farmaceutica “senza intaccare la qualità e l’accesso alle cure per i pazienti”. Un principio importantissimo, ha ribadito Saitta, che può consentire al sistema sanitario di contenere in modo rilevante i costi senza intaccare in alcun modo la qualità delle cure e la libertà di scelta dei medici ma che, al contrario, inserisce elementi di concorrenza nel mercato e che auspica possa venire applicato dal Governo a livello nazionale.
Articolo di Luigi Franco
Giornalista pubblicista dal 2004, si è occupato di marketing territoriale, autonomia scolastica, normativa sulla Privacy, e-government e tematiche di interesse delle amministrazioni locali.


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