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CONTRASTO DELLE LUDOPATIE: ORA ANCHE LO STATO FARÀ LA SUA PARTE

26/04/2018 Territorio e governo locale

Le Questure dovranno tenere conto, per il rilascio delle licenze, delle discipline regionali e locali in materia di rispetto delle distanze minime di sicurezza



Novità in arrivo sul fronte della lotta alle ludopatie, ovvero ai fenomeni di dipendenza dal gioco d’azzardo. Grazie ad una circolare del ministero dell’interno del 19 marzo scorso, i Comuni che in questi ultimi anni hanno emesso una quantità di ordinanze e di regolamenti per cercare di porre un argine al dilagare delle sale slot, nonché quelle Regioni che hanno legiferato in maniera più restrittiva con i medesimi obiettivi, avranno ora un nuovo alleato nelle Questure. La circolare riguarda il rilascio delle licenze, ai sensi dell’articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps), per l’esercizio di raccolta di scommesse, di sale giochi con apparecchi videolottery e sale bingo. Nel documento rilasciato dal Viminale si richiede alle Questure di non fare riferimento ai soli requisiti richiesti dalla legislazione di pubblica sicurezza – essenzialmente al fatto che il titolare della sala non sia un pregiudicato e che i locali siano “a norma” – ma anche che vengano rispettate le eventuali normative, regionali o comunali, in materia di distanze minime di tali attività dai luoghi considerati “sensibili”. Sempre nella circolare, si invitano le Questure a prendere in considerazione, in sede di rilascio delle licenze, “i diversi interessi del territorio che sono coinvolti dal processo autorizzatorio”. Ma la novità sostanziale, il dispositivo che dovrebbe far sì che i Comuni finalmente vedano riconosciuti i propri sforzi di lotta alle ludopatie, consiste nel fatto che ad essi spetterà l’ultima parola sul rispetto delle distanze minime di sicurezza da parte di coloro che richiederanno una licenza. Nel caso in cui un Comune dovesse rilevare il mancato rispetto delle proprie disposizioni, la Questura sarà tenuta a rigettare l’istanza di autorizzazione. Ovviamente vale anche il contrario: nel caso in cui il Comune non dovesse fornire riscontro alla Questura, questa procederà al rilascio dell’autorizzazione. I Comuni, quindi, avranno un forte potere discrezionale in materia di gioco d’azzardo.
 
Secondo “Vita”, periodico di area cattolica che si occupa di no profit e che si è schierato con decisione a fianco delle amministrazioni locali impegnate nel contrasto delle ludopatie, la circolare del ministero rappresenta un vero punto di svolta, perché pone fine ad un quindicennio in cui il potere autorizzativo di questori e prefetti era stato di fatto esautorato dal ministero dell’Economia e dai Monopoli che avrebbero fatto in modo che il gioco d’azzardo (lecito) non fosse di fatto più considerato come un fenomeno di ordine pubblico, sul quale quindi si è sempre tradizionalmente espressa l’autorità di pubblica sicurezza. Inoltre la circolare invita espressamente a sottoporre la questione del rilascio delle licenze ad un “riesame alla luce di una serie di elementi sopravvenuti nel tempo”. Ovvero il (faticoso) accordo raggiunto in sede di Conferenza unificata tra Governo, Regioni ed Enti locali e le tante sentenze dei tribunali amministrativi che, in questi ultimi anni, si sono generalmente espressi a favore dei provvedimenti restrittivi presi da Comuni e Regioni.Un plauso al cambio di orientamento arriva, ad esempio, anche da un Comune tradizionalmente impegnato nella lotta alle ludopatie come quello di Rimini. Il nuovo orientamento contenuto nella circolare del ministero dell’Interno viene infatti definito come “passaggio importante e inedito che dà forza alle azioni messe in campo dagli Enti locali per evitare quelle situazioni di crescita incontrollata di attività dedicate al gioco d’azzardo e gestirle anche sulla base delle diverse peculiarità del territorio”. Il Comune, che ha da subito “e con convinzione” aderito alle linee guida regionali che prevedono il divieto di aprire sale da gioco a meno di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanile e di culto, impianti sportivi e strutture ricettive per categorie protette (i cosiddetti luoghi sensibili) sottolinea come il contrasto delle ludopatie e delle dipendenze dal gioco d’azzardo costituiscano “un dovere imprescindibile per chi governa” unitamente alla tutela della salute pubblica.
Articolo di Luigi Franco
Giornalista pubblicista dal 2004, si è occupato di marketing territoriale, autonomia scolastica, normativa sulla Privacy, e-government e tematiche di interesse delle amministrazioni locali.


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