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La Pubblica Amministrazione è sempre più “rosa”

21/03/2018 Qualità della PA

Il numero di personale di sesso femminile nella PA è in continua crescita, e non solo nei reparti dove precedentemente le donne erano relegate, come insegnamento ed infermieristica, come confermato dal Conto fornito dalla Ragioneria Generale dello Stato, aggiornato fino al 2016. Resta comunque il fatto che le cosiddette “quote rosa” siano in maggioranza in quei settori, ma si registrano aumenti a partire dal Consiglio dei Ministri, le authority fino ai ruoli dirigenziali in ambito prefettizio e penitenziario. Anche nella Magistratura la quantità di donne presenti è in continua crescita.

Nelle Agenzie Fiscali, come l’Agenzia dell’Entrate, invece la percentuale resta al 50%. Tali numeri non devono destare scalpore in quanto su 3,2 milioni di dipendenti, la componente femminile consta in ben 1,8 milioni, il 56,6% del totale. I corpi delle forze armate come, vigili del fuoco e corpi di polizia, la presenza femminile resta in forte minoranza, nonostante l’aumento negli anni trascorsi.

Anche in ambito diplomatico le percentuali non raggiungono la parità, anche se in un anno c’è stato un leggero aumento (dal 21 al 22%). Dove la presenza maschile è comunque prevalente, la percentuale di donne è comunque vicina al 50%, infatti nelle Università e negli Enti di ricerca contano rispettivamente il 48% ed il 45% del personale totale.

Non solo vi è stato un aumento in termini numerici della presenza femminile all’interno degli Enti della Pubblica Amministrazione, ma i ruoli ricoperti aumentano anche in qualità, infatti si contano anche più del 50% dei componenti nei Ministeri, compreso Palazzo Chigi, il numero si conferma anche in altri Enti come INPS e INAIL.

Sembrano non esserci nemmeno grandi differenze tra Nord e Sud, in quanto in base ai dati del territorio, le donne risultano il 52% della popolazione.

Anche l’ISTAT conferma tale trend positivo, anche se un po’ “dopato” dal prolungamento dell’età pensionabile. Il fatto più importante che risalta agli occhi, è che i posti assegnati in concorso assicura in buona parte la parità di genere.


Articolo di Laura Egidi
Laureata nel 2000 in Giurisprudenza con Tesi sul Diritto del Lavoro. Collabora con Halley Informatica dal 2010 e si occupa dello studio ed approfondimento delle questioni normative a supporto e consulenza dell’attività svolta dagli operatori degli Enti Locali


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