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VENETO IN FUSIONE

La Rivista del Sindaco 20/12/2017 Fusioni e Gestioni associate

Dodici Comuni al voto il 17 dicembre per 5 referendum su altrettanti progetti di fusione.

Domenica scorsa 17 dicembre in Veneto si è votato in dodici Comuni, distribuiti in quattro province, per 5 referendum, al fine esprimere l’ultimo giudizio su altrettanti progetti di fusione tra Comuni: uno in provincia di Belluno, due in provincia di Vicenza, uno in Provincia di Padova, uno in provincia di Verona.

Il progetto del bellunese, che avrebbe dovuto dar vita al Comune di Valle del Biois, è stato decisamente bocciato dai residenti di Canale d’Agordo (1115 abitanti, con una capacità di spesa corrente di 1460 €uro per abitante) e, con minore decisione, da quelli di Falcade (1926 abitanti, un bilancio di parte corrente pari a poco più di 1.600 Euro per abitante).

Sorti diverse, invece, per i progetti al vaglio dei due referendum indetti nel vicentino. Pieno successo per il varo del nuovo Comune di Barbarano Mossano che nasce dalla fusione dei Comuni di Barbarano Vicentino (4617 abitanti, spesa corrente pari a 580 Euro per abitante) e Mossano (1821 abitanti, spesa corrente media 512 Euro per abitanti). Il progetto che invece prevedeva la fusione tra i Comuni di Arsiero (3130 abitanti, spesa corrente per abitante pari 690 Euro) e di Tonezza del Cimone (525 abitanti e una spesa abitante di 980 Euro per abitante) è stato bocciato dagli elettori di solo uno dei due Comuni, e precisamente dal Comune di Tonezza.

Rinvio agli esami di riparazione a seguito del referendum tenutosi nel padovano per la nascita del Comune unico di Quattroville, a seguito del progetto di fusione tra quattro Comuni: Saletto (2783 abitanti; una spesa corrente per abitanti di quasi 490 Euro); Santa Margherita d’Adige (2279 abitanti, 406 Euro per abitante di spesa corrente da parte del Comune); Megliadino San Fidenzio (1934 abitanti, 357 Euro di spesa corrente per abitanti); Megliadino san Vitale (1937 abitanti, 471 Euro di spesa corrente per abitante).

Quest’ultimo Comune è stato l’unico ad esprimere un giudizio negativo sulla prospettiva della fusione. Con un referendum che si chiude con il risultato di 3 a 1 diventa necessario l’intervento della Regione per dirimere la questione: si contano le volontà di tutti i cittadini dei quattro Comuni che hanno condotto il loro progetto di fusione fino alla soglia del referendum, si va avanti solo con tre Comuni o si ricomincia da capo?

Infine il progetto di fusione dei Comuni di Belfiore (3147 abitanti, 438 Euro per abitante) e Caldiero (7826 abitanti, spesa corrente 452 Euro per abitante), ambedue in provincia di Verona. In questo caso la bocciatura, è stata decisa e concorde da parte dell’elettorato di ambedue i Comuni.

In un comunicato stampa di oggi l’assessore Gianluca Forcolin ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Sono certo che l’esercizio della democrazia, che in questo caso è stato messo in pratica con la consultazione popolare, darà modo anche alle amministrazioni comunali che non hanno raggiunto i risultati sperati di lavorare per far maturare queste opportunità che evidentemente non sono state in grado di far cogliere e conoscere ai cittadini votanti. Non sempre nell’immediato i risultati sono in linea con quanto vorrebbe la politica, ma sicuramente questi Sindaci potranno ancora approfondire in maniera costruttiva questi temi per il bene dei loro territori”.

 La redazione della Posta del Sindaco


Articolo di Massimo Chiappa
Laureato, giornalista pubblicista da oltre 20 anni. Segretario comunale in pensione. Ha svolto l'attività di consulente nel campo degli enti locali, creando e curando prodotti editoriali per la pubblica amministrazione.


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