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Codice della strada: cambio del limite di velocità nei pressi di un autovelox

La Rivista del Sindaco 09/09/2020 Approfondimenti

Il Tar della Liguria sezione II (con la sentenza 263, 5 maggio 2020) ha stabilito che un’ordinanza provinciale non ha diritto legale di cambiare il limite di velocità nelle vicinanze di un autovelox automatico disposto per il controllo della velocità, che sia già stato autorizzato dalla prefettura.

Il caso riguarda un autovelox automatico posto su una strada statale provinciale, posto di comune accordo tra un Comune, la provincia e la prefettura. A pochi mesi dall’attivazione dell’apparecchio di controllo, senza interpellare nessun altro organo, l’amministrazione provinciale ha deciso di cambiare il limite di velocità nei pressi dell’autovelox, rendendo in pratica le rilevazioni dello strumento prive di valore e inutilizzabili.

Il comune si è quindi mosso per ottenere (con successo) censure al collegio. Nella sentenza derivata, si chiarisce l’illegittimità della decisione dell’amministrazione provinciale, poiché contravvenente le determinazioni adottate di comune accordo tra prefettura locale, provincia e comune. In ambito locale, tra queste, l’unica ad avere autorità sull’istallazione dei rilevatori di velocità automatici è la prefettura.

 

Invece il Consiglio di Stato, sezione I ha chiarito (con il parere 863, 20 maggio 2020) che se un automobilista resta coinvolto in un incidente grave, rischia sempre la revisione immediata della patente, indipendentemente dalla definizione delle responsabilità amministrative e penali conseguenti al sinistro.

Il caso è emerso in seguito ad un incidente, in seguito al quale un pedone è stato investito mortalmente, mentre attraversava le strisce pedonali. Il conducente si è visto sottoporre all’immediata revisione della patente da parte della motorizzazione (ai sensi dell’articolo 128/1° ter cds), per la quale ha proposto censure fino al presidente della repubblica. A nulla però sono valse le sue lamentazioni, perché indipendentemente dall’esito processuale per l’accusa di omicidio stradale, la revisione immediata della patente come forma di provvedimento cautelare da parte della motorizzazione è risultata legittima a tutti gli effetti. Oltre alle oggettive gravi lesioni accorse in seguito all’incidente, i carabinieri hanno inoltre presentato l’accertamento per due ipotesi di gravi sanzioni stradali amministrative, le quali potrebbero essere condotte a supporto della condanna penale, e di conseguenza a portare alla sospensione formale della patente di guida.

Tranne in caso di un’evidente ipotesi di mancata responsabilità da parte dell'autista, in caso di incidente mortale tra revisione, sospensione e revoca della patente, c’è un rischio molto probabile e concreto di “restare a piedi” per molto tempo.


Articolo di Loris Pecchia
Laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali con specialistica in Indirizzo dell’amministrazione e dell’organizzazione pubblica. Svolge le attività di revisione FAQ e di segreteria presso la Halley Informatica dal 2013.


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