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Bocciato il decreto Semplificazione dalla Corte dei conti

La Rivista del Sindaco 01/09/2020 Rassegna Stampa

La Corte dei conti ha analizzato il decreto Semplificazioni, decretandone la fallacia a causa dell’abolizione della colpa grave che conduce ad una gestione non oculata delle risorse pubbliche e finisce per incentivare gli sprechi. La scelta del Dl Semplificazioni porta, in tal senso, ad un ingiusto carico sui contribuenti dei danni non risarciti causati dai dipendenti dell’erario per colpa grave.

L’Associazione magistrati della Corte dei conti lancia proprio un allarme sull’argomento durante la conferenza stampa “Dl Semplificazioni: rischi e responsabilità per la P.A.”, segnalando i punti critici delle modifiche dell’attuale disciplina in materia di responsabilità e controlli a danno di una gestione della spesa pubblica corretta, che il decreto legge 76/2020 ha introdotto, per poi passare al Parlamento per la conversione in legge in questo periodo.

Luigi Caso, presidente dell’Associazione magistrati, ha spiegato come “non prevedere una conseguenza in caso di violazioni così palesi della legge e del buon senso significa creare un'esimente per un limitato numero di pubblici dipendenti, favorire una selezione al ribasso della classe dirigente, danneggiare i cittadini onesti che rischiano di vedere i soldi prelevati con la tassazione sprecati in opere inutili o incompiute, se non addirittura insicure”.

Il primo comma dell’articolo 21 porta una confusione tra dolo civilistico e penalistico-sanzionatorio, ed il secondo comma con un potenziale di problemi di compatibilità costituzionale sono i due aspetti più criticati. Ma l’Associazione punta il dito anche su altri aspetti, come l’articolo 17, il cui intervento sulla disciplina del riequilibrio degli enti locali utilizza misure emergenziali all’apparenza in grado di porsi come derogatorie a una disciplina purtroppo già molto disorganizzata e frammentata; per i tempi di riequilibrio viene infatti previsto uno spostamento in avanti, e questo senza tenere in considerazione l’originaria finalità del Dl 174/2012, ovvero il risanamento strutturale del bilancio.

L’ultima accusa dei magistrati contabili riguarda “la dilatazione dei tempi dei piani di riequilibrio degli enti locali e l' allentamento dei controlli della Corte” aspetti che “finiscono per peggiorare inesorabilmente la posizione delle imprese creditrici nei confronti delle amministrazioni locali; tali imprese, infatti, nell'attesa del soddisfacimento dei loro crediti, ulteriormente ritardato, rischiano problemi di cassa tali da determinarne l'insolvenza con conseguente chiusura delle attività e licenziamento dei dipendenti”. Insomma, una bocciatura del Dl Semplificazione che riguarda numerose norme che lo compongono.


Articolo di Laura Egidi
Laureata nel 2000 in Giurisprudenza con Tesi sul Diritto del Lavoro. Collabora con Halley Informatica dal 2010 e si occupa dello studio ed approfondimento delle questioni normative a supporto e consulenza dell’attività svolta dagli operatori degli Enti Locali


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