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Rischio di licenziamento per 50mila revisori

La Rivista del Sindaco 26/08/2020 Osservatorio della settimana

Dopo che la necessità di ottemperare agli obblighi del Codice della Crisi aveva portato le Srl a nominare circa 50.000 revisori, ora si affaccia il rischio concreto che le società revochino tali incarichi, a causa dello slittamento dell’operatività del Codice a settembre 2021 e poi allo spostamento dell’obbligo di nomina del revisore o dell’organo di controllo al 2022. Con la proroga è stato modificato (ancora una volta) i bilanci di riferimento per il superamento delle soglie che attivano l’obbligo, ora attestati a 4 milioni di attivo, 4 milioni di ricavi e 20 dipendenti: saranno gli esercizi del 2020 e 2021 quelli che si caricheranno il peso della crisi economica emersa con la pandemia e non più quelli del 2018 e 2019.

Molte delle srl oggi obbligate potrebbero vedersi liberate da questo vincolo dato il campo più ristretto dell’applicazione dei nuovi parametri. Sono le Srl al pari con gli adempimenti del Codice della crisi ad essere colpite dal problema. L’ultimo monitoraggio Cerved ha mostrato come sono circa 68.000 enti a dover adempiere all’obbligo di nominare un revisore, 50.000 dei quali hanno già completato l’operazione. Alcuni avevano rispettato l’originaria scadenza del Codice della crisi (il 16 dicembre scorso), mentre altri si sono avvalsi della proroga, nominando il revisore entro giugno del 2020, come stabilito dal Dl Milleproroghe, con cui si è posticipato l’obbligo di approvazione dei bilanci del 2019.

Con la legge di conversione del Dl Rilancio (34/2020) e il relativo rinvio della nomina dei revisori all’approvazione dei bilanci 2021 (in scadenza nella primavera-estate 2022), si apre un diverso scenario: ben due anni di durata del rinvio e il 74% della società già in regola, a fronte del precedente 27%.
L’Associazione delle società di revisione legale (Assirevi) ha già tentato di chiarire se l’azienda può procedere alla revoca unilaterale del rapporto con il documento di aprile (234), attualmente in aggiornamento. Sono tre le strade illustrate da Assirevi per procedere con il “licenziamento” dei revisori, reputato valido in virtù del cambiamento normativo:
- dimissioni del revisore
- revoca per "giusta causa"
- risoluzione consensuale

Al contrario, per il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, in “caso di sindaco unico e di revisore unico” la revoca “non è ammissibile”. Questa categoria è tra le più interessate, avendo 80.000 revisori tra i 118.000 iscritto all’albo, ed insiste nel vedere questa proroga di due anni come una possibilità , anche per svecchiare la vecchia interpretazione secondo cui si vede il sindaco e il revisore come un poliziotto; portando a non vedere “l’importanza di tali figure nell’aiutare le imprese a prevenire le crisi”.


Articolo di Loris Pecchia
Laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali con specialistica in Indirizzo dell’amministrazione e dell’organizzazione pubblica. Svolge le attività di revisione FAQ e di segreteria presso la Halley Informatica dal 2013.


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