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Divieto di licenziare e proroga mobile con eccezioni

La Rivista del Sindaco 17/08/2020 Modelli di Gestione

Anche nel decreto di agosto è stato riproposto il divieto al licenziamento, legato al massimo tempo di utilizzo dell’esonero contributivo fino a 4 mesi (con rinuncia alla cassa) o della cig, che ancora una volta non si attiva nemmeno in caso di accordo aziendale d’incentivo all’esodo. Il blocco termina anche in caso si esaurisca l’esonero o l’ammortizzatore, o in caso l’azienda non possa usufruire di diritto alle nuove 18 settimane di sussidio: 9 settimane prive di costi per il datore di lavoro; 9 settimane ad aliquota variabile (tra il 9% e il 18%) se ci si trova in situazione di cali di fatturato uguali o inferiori al 20%.

Con il decreto agosto, in bozza all’articolo 13, viene delineata una proroga “mobile” del divieto di licenziamento, che sarebbe terminata il 17 agosto, ma in questo modo arriva fino al termine dell’anno, con alcune previste eccezioni. In primo luogo, già dal 18 agosto, le aziende avranno la possibilità di licenziare con causale la cessazione definitiva dell’attività d’impresa; licenziamenti (ad oggi congelati) che sarebbero conseguenza della messa in liquidazione della società senza continuazione (anche parziale) dell’attività. Tale cessione (di attività o di un complesso di beni) non deve portare ad un trasferimento d’azienda o di parte della stessa, come da codice civile, articolo 2112.

Sono permessi anche i licenziamenti sopraggiunti in caso di fallimento e cessazione dell’impresa, ovvero se non si prevedere un esercizio provvisorio della stessa. Se l’esercizio provvisorio si attiva solo per specifici settori dell’azienda, per tali settori permane il divieto di licenziamento.
Altro caso in cui i licenziamenti sono possibili è quello in cui si sia verificato un accordo aziendale per incentivare la risoluzione del rapporto di lavoro, stipulato dai più rappresentativi sindacati nazionali: i lavoratori che hanno aderito a tale accordo potranno essere licenziati, ma gli spetterà il trattamento Naspi; una novità giunta in seguito alle modifiche portate dal decreto d’agosto.

L’utilizzo dell’esonero e della Cig sono le altre due vie che permettono il licenziamento. Terminata la fruizione dell’esonero, scelto in caso l’azienda rinunci alla Cig, si potrà procedere con il licenziamento. In caso vengano richieste le 18 settimane di Cig dall’azienda, il licenziamento potrà avvenire al termine di questa.


Articolo di Gianluca Galli
Laureato in Scienze Sociali per gli Enti No-Profit e la Cooperazione Internazionale. Si occupa del settore normativa presso la Halley Informatica dal gennaio 2018.

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