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Nessuno sconto per il falso in bilancio

La Rivista del Sindaco 29/07/2020 Dirigenza degli Enti Locali

Un sindaco può essere chiamato a rispondere di falso in bilancio, anche in caso di società quotata e anche se al revisore esterno è stato affidato il controllo contabile ex post. Invece, la verifica ex ante sull’adeguatezza delle procedure aziendali resta in mano al sindaco; il componente del collegio si dovrà sincerare che in merito a informazioni e fatti di cui è a conoscenza grazie alla propria attività di vigilanza, le poste presentate nel documento contabile siano corrispondenti. Inoltre, sulle operazioni di maggior rilievo attuate dal gruppo o azienda, sarà compito del professionista interessarsi ed estendere il proprio controllo al bilancio consolidato e non sono a quello di esercizio. Sono le stesse norme di comportamento formulate dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili a pesare sulla disciplina di tali norme. In merito, è stata pubblicata il 23 giugno, dalla quinta sezione penale della Cassazione, la sentenza 19091/20.

Il ricorso proposto per contrastare la conferma del sequestro per equivalente dagli indagati per manipolazione del mercato e per false comunicazioni sociali è stato accolto solo in merito ad una della motivazioni addotte. Per quanto riguarda la motivazione del Riesame essa non appare sufficiente, necessitando di una determinazione della quota di profitto derivante dal falso in bilancio più puntale e precisa. Inoltre sarebbe da spiegare in dettaglio l’incidenza sulla negoziazione dei titoli incriminati dalle poste ritenute fittizie.

Seppur tenuto soltanto ad un “controllo sintetico e complessivo” degli assetti contabili e amministrativi, non c’è dubbio che il presidente del collegio sindacale debba rispondere di falso in bilancio anche per una società presente in Borsa. Se dalla vigilanza sull’adeguatezza del sistema contabile e amministrativo emergono elementi sospetti, il revisore esterno ed il controllore saranno tenuti ad approfondire tali elementi fonte di dubbio. Le proposte e le osservazioni sul bilancio vanno proposte all’assemblea.

La Cndcec ha fornito queste linee guida, per confermare che in caso di dubbi in materia di bilancio, il sindaco è tenuto a richiedere chiarimenti a contabili, revisori ed amministratori. È quindi chiaro che il controllo contabile è in parte responsabilità anche del collegio sindacale, di cui ogni componente ha il compito di verificare puntualmente che i fatti a conoscenza del professionista per la verifica compiuta sugli assetti amministrativi e le procedure aziendali siano rilevati in modo corretto.


Articolo di Loris Pecchia
Laureato in Scienze Politiche e relazioni internazionali con specialistica in Indirizzo dell’amministrazione e dell’organizzazione pubblica. Svolge le attività di revisione FAQ e di segreteria presso la Halley Informatica dal 2013.


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