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Concorsi: se è violato il termine di presentazione delle domande, annullamento in autotutela

La Rivista del Sindaco 17/07/2020 Approfondimenti

Il Tar della Campania è stato chiamato ad esprimersi in materia di concorsi pubblici banditi da enti locali. Con la sentenza 1578/2020 ha dichiarato due principi di diritto: il primo riguardante il termine di presentazione delle domande di partecipazione; il secondo sull’esercizio del potere di autotutela per illegittimità del bando.

Per seguire il quadro normativo di riferimento, si è portato all’attenzione l’articolo 4 (comma 1) del regolamento sull’accesso agi impieghi nelle PA (Dpr 487/1994) un cui è previsto che per i concorsi pubblici le domande di ammissione devono essere presentate all’amministrazione di competenza “entro il termine perentorio di giorni trenta dalla data di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica”. La specifica riguardante la pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale da parte degli enti territoriale, si trova al successivo comma 1-bis, dove si chiarisce che “può essere sostituita dalla pubblicazione di un avviso di concorso contenente gli estremi del bando e l'indicazione della scadenza del termine per la presentazione delle domande”.

Stando ai giudici campani, inoltre, il termine di presentazione delle domande non si può imporre agli enti il mero obbligo pubblicitario delle procedure concorsuali, solo per il riferimento agli stessi enti presente nel solo comma 1-bis, esimendo questi dall'ambito applicativo del primo comma. È dalla lettura combinata di entrambi i commi che si può estrarre la corretta interpretazione: è consentita quindi agli enti locali unicamente la possibilità di sostituire la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del bando con l’avviso di concorso, pur restando nei suoi doveri l’assicurazione del rispetto del termine dei trenta giorni dalla data di pubblicazione per la presentazione delle domande di partecipazione alla selezione.

Anche il tema dell’esercizio del potere di autotutela è stato affrontato dai giudici partenopei: in ipotesi di violazione del bando alle prescrizioni normative sul termine per la presentazione delle domande di concorso, l’ente locale può integrare efficacemente i presupposti dell’annullamento in autotutela degli atti della procedura concorsuale (propedeutico alla indizione di un nuovo bando) solo in casi adeguatamente motivati. In dettaglio, la potestà amministrativa deve sottostare al citato obbligo motivazionale quando questo si fonda sull’accertamento della violazione della disposizione di legge di riferimento sulla necessità di assicurare l’interesse pubblico (tutelato costituzionalmente) alla partecipazione paritetica al concorso più estesa, quanto sull’esigenza di scongiurare un ulteriore prolungamento dello sviluppo della procedura concorsuale, a fronte di istanze ricevute in cui viene preannunciata la presenza di iniziative annullatorie, che in sede giurisdizionale saranno presumibilmente accoglibili.


Articolo di Luigi Franco
Giornalista pubblicista dal 2004, si è occupato di marketing territoriale, autonomia scolastica, normativa sulla Privacy, e-government e tematiche di interesse delle amministrazioni locali.


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